Strutture residenziali e semi residenziali LRT41/2005

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento Martedì, 16 Febbraio, 2021 - 11:15

LEGGE REGIONE TOSCANA 41 del 24/02/2005

SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI PER LA TUTELA DEI DIRITTI DI CITTADINANZA SOCIALE

 

STRUTTURE RESIDENZIALI E SEMI RESIDENZIALI

La Legge Regione Toscana n.41 del 24/02/2005 e il relativo Regolamento di attuazione, approvato con Decreto Presidente Regione Toscana n.2/R del 9/02/2018, hanno disciplinato il sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale.

Nell'ambito di questo sistema il Comune è titolare, fra l'altro, della funzione di autorizzazione, vigilanza e controllo delle strutture residenziali e semi residenziali che erogano interventi e servizi sociali ed ad integrazione sanitaria attive sul proprio territorio. Le strutture possono essere pubbliche o private e sono comunque soggette alla vigilanza e al controllo da parte del Comune esercitato avvalendosi di una commissione dedicata istituita presso la Azienda USL Toscana Nord Ovest.

Le strutture autorizzate possono inoltre, ai sensi della Legge Regione Toscana n.82 del 28/12/2009, accreditarsi nell’ambito del sistema sociale integrato dei servizi alla persona (vedi sezione dedicata).

 

Le tipologie di strutture previste dalla normativa sono:

STRUTTURE SOGGETTE A RILASCIO DI PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE (art. 21 c.1 LRT 41/2005)

STRUTTURE SOGGETTE AD OBBLIGO COMUNICAZIONE DI AVVIO ATTIVITA' (art.22 LRT 41/2005)

 

STRUTTURE SOGGETTE A RILASCIO DI PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE (art. 21 c.1 LRT 41/2005)

(art 21 c.1 lett.a) strutture residenziali, che erogano prestazioni socio-assistenziali e ad integrazione socio-sanitaria, per l'accoglienza di soggetti disabili e non autosufficienti, caratterizzate da media ed alta intensità assistenziale, media ed alta complessità organizzativa, con una capacità ricettiva massima di ottanta posti letto organizzati in nuclei fino a quaranta ospiti;

(art 21 c.1 lett.c) strutture a carattere comunitario, per l'accoglienza di soggetti che necessitano di una collocazione abitativa protetta o con limitata autonomia personale, privi temporaneamente o permanentemente del necessario supporto familiare, caratterizzate da bassa intensità assistenziale, bassa o media complessità organizzativa, con una capacità ricettiva massima di venti posti letto, compresi posti di pronta accoglienza per le emergenze, organizzati in nuclei fino ad otto ospiti;

(art 21 c.1 lett.d) strutture che erogano servizi di accoglienza per soggetti dipendenti da sostanze da abuso;

(art 21 c.1 lett.e) centri di pronta accoglienza per minori, per l'accoglienza di soggetti privi o carenti del sostegno familiare, caratterizzate da media intensità assistenziale, media ed alta complessità organizzativa, con una capacità ricettiva massima di dieci posti letto;

(art 21 c.1 lett.f) case di accoglienza per minori con il proprio genitore, anche organizzate con la modalità di gruppo appartamento per cinque nuclei;

(art 21 c.1 lett.g) servizi residenziali socio-educativi per minori di tipo familiare caratterizzati da media intensità assistenziale, media complessità organizzativa così articolati:

1) comunità familiari, con una capacità ricettiva massima di sei minori;

2) comunità a dimensione familiare con una capacità ricettiva massima di dieci minori e di due posti riservati alla pronta accoglienza;

(art 21 c.1 lett.h) gruppi appartamento per minori di età non inferiore a sedici anni e con una capacità ricettiva massima di quattro posti letto;

(art 21 c.1 lett.i) strutture semiresidenziali, sociali e socio-sanitarie, caratterizzate da diverso grado di intensità assistenziale in relazione ai bisogni dell'utenza ospitata, anche collocate o in collegamento con una delle tipologie di cui alle lettere a), b), c) e d) e delle comunità a dimensione familiare di cui alla lettera g).

 

Le istanze di autorizzazione per l’apertura di strutture residenziali e semi residenziali che erogano interventi e servizi sociali e servizi ad integrazione sanitaria devono essere presentate al Comune di Livorno attraverso il portale SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) della Rete Civica. Il provvedimento di autorizzazione viene rilasciato nel rispetto del parere obbligatorio di conformità rilasciato dalla competente commissione multidisciplinare istituita presso l’Az. USL Nord Ovest.

La medesima commissione multidisciplinare esercita il controllo in ordine alle attività esercitate e al mantenimento dei requisiti strutturali.

 

STRUTTURE SOGGETTE AD OBBLIGO COMUNICAZIONE DI AVVIO ATTIVITA'

(art.22 LRT 41/2005)

 

Art. 22 comma 1 lettera a)  Comunità di tipo familiare, compresi i gruppi appartamento e le aggregazioni di comunità, con funzioni di accoglienza a bassa intensità assistenziale, in cui sono ospitati fino ad un massimo di otto soggetti maggiori di età, per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente o impossibile o contrastante con il percorso individuale

Art. 22 comma 1 lettera b)  Comunità di tipo familiare per le funzioni di assistenza a bassa intensità assistenziale per soggetti di diverse fasce di età, in cui sono ospitati fino ad un massimo di otto soggetti maggiori di età, per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente o impossibile o contrastante con il percorso individuale.

Art. 22 comma 1 lett. c) Strutture di accoglienza diurna o notturna, tese a soddisfare bisogni primari di vita delle persone che versano in gravi condizioni di disagio economico, familiare e sociale in stretto collegamento con i servizi territoriali.

 

La comunicazione di avvio attività deve essere presentata al Comune di Livorno attraverso il portale SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) della Rete Civica. Le strutture devono possedere i requisiti strutturali previsti per gli alloggi destinati a civile abitazione nonché quelli previsti dal DPGR 2/R/2018.

La comunicazione di avvio di attività è finalizzata all'esercizio della vigilanza sulle strutture esercitata dal Comune di Livorno avvalendosi della commissione multidisciplinare istituita presso l’Az. USL Nord Ovest.

QUANTE SONO

Sul territorio comunale risultano in attività:

25 strutture (9 pubbliche e 16 private) per un totale di 791 posti di accoglienza autorizzate ex art 21 LRT 41/2005;

11 strutture private per un totale di 65 posti di accoglienza attive ex art.22 LRT 41/2005.

COME SI ACCEDE

L'accesso alle strutture pubbliche è regolamentato nelle sezioni dedicate: area anziani, area handicap, area marginalità e famiglia.

L'accesso alle strutture private è regolamentato direttamente dai soggetti titolari dell’autorizzazione delle strutture.

 

UFFICI

SETTORE POLITICHE SOCIALI (Dirigente Arianna Guarnieri) aguarnieri@comune.livorno.it

UFFICIO RAPPORTI CON AZ USL, AUTORIZZAZIONI STRUTTURE, SUPPORTO AMMINISTRATIVO E COORDINAMENTO FINANZIARIO-ASSOCIAZIONISMO (Responsabile Caterina Tocchini) ctocchini@comune.livorno.it

PEC comune.livorno@postacert.toscana.it

VIA POLLASTRINI 5 - Livorno

lunedì e venerdì 9.00 -13.00
martedì e giovedì 15.30 - 17.30

0586/820357
 

 


 

 


 

 

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