La nostra storia

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, 14 Novembre, 2018 - 11:09

La storia della Polizia Municipale di Livorno è inscindibilmente legata alla storia del “municipius” in cui essa opera.

Nel corso del XVI secolo Livorno si trasformò da piccolo villaggio di pescatori in un insediamento di crescente rilevanza commerciale e militare, grazie alla volontà dei Medici di farne il principale porto della Toscana sul Mediterraneo.
Possiamo identificare la nascita della Livorno attuale (cosmopolita, tollerante, multirazziale e multireligiosa) con l’emanazione, da parte di Ferdinando I de’ Medici delle “Leggi Livornine”, o “Costituzione Livornina”, tra il 1590 e 1603.

“ A tutti voi, mercanti di qualsivoglia nazione, Levantini, Ponentini, Spagnoli, Portoghesi, Greci, Tedeschi, Italiani, Ebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani ed altri concediamo reale, libero e amplissimo salvacondotto e libera facoltà e licenza che possiate venire, stare, trafficare, passare e abitare con le famiglie e , senza partire, tornare e negoziare nella terra di Livorno”

Le Leggi Livornine prevedevano anche che chiunque fosse stato ritenuto colpevole di reati (ad eccezione dei più gravi, come l’assassinio o la “falsa moneta”) avrebbe avuto garantita la libertà di accesso alla Terra di Livorno.

Il 19 Marzo del 1606 Ferdinando I concede al Gonfaloniere il “capperuccio”, simbolo dell’autorità cittadina, elevando di fatto Livorno al rango di Città.

Sulla base dei principi contenuti in queste Leggi, Livorno conosce un notevole incremento demografico, ma anche economico e culturale.

Nel ‘700, il “secolo dei Lumi”, Livorno si caratterizza per una vivace crescita culturale, primeggiando in molti settori per coraggio imprenditoriale e libertà di espressione.

E’ in questo clima effervescente e cosmopolita  che, nel 1745, con una Ordinanza del Gonfaloniere viene istituito un nucleo di 5 uomini, comandati da un Caporale, “armati di sciabola e grossa mazza”, i quali attendevano ai compiti decretati dal Municipio: nasce il primo nucleo da cui si svilupperà la moderna Polizia Municipale di Livorno.
Ma la Livorno dell’epoca, grande e popolosa,  fiorente di commerci, è comunque ancora una città in formazione, e come tale abbisogna di una nuova disciplina in tema di Polizia Urbana.

Il vecchio Corpo delle Guardie Municipali verrà sciolto nel 1862, a seguito dell’inserimento della città labronica nell’Italia Unitaria, città  tra le prime ad integrarsi nel nuovo Regno d’Italia. Il Corpo fu ricostituito con un organico di 20 uomini e un comandante col grado di Luogotenente, con l’incarico di attendere al servizio della Città.

Una seconda e più importante riforma avvenne nel 1866, quando il Consiglio Comunale decretò la formazione di un Corpo di Guardie Municipali con un organico di 68 uomini e un comandante, sullo schema di quelli in funzione a Milano o Torino, composto da persone che avevano per lo più partecipato alle Guerre Risorgimentali.

Già in questo lontano 1866 la città è molto progredita: se immaginiamo di guardare da una delle finestre del Municipio verso la Piazza Grande ciò che vediamo è un notevole traffico di diligenze e di carrozze, ambulanti che si riversano sulle strade pronti ad offrire merci di ogni tipo, vetturini non troppo rispettosi delle norme che regolano il loro servizio e barrocciai alle continue prese con i tutori dell’ordine.
Se da un lato questa immagine  è sovrapponibile a quella attuale e non se discosta poi di molto, dall’altro ci fa capire come  a 140 anni di distanza la realtà cittadina sia profondamente mutata e con essa i compiti delle Guardie Municipali.
     Dal 1866 ad oggi si sono riversate sulla nostra città calamità gravissime, come le due guerre mondiali, l’ultima delle quali ha lasciato tracce profonde.
Il corpo dei Vigili Urbani  sempre in ausilio al Comune ha seguito le vicende mutevoli dei tempi al servizio della cittadinanza.

Il 1 Luglio di ogni anno si festeggia la fondazione del Corpo di Polizia Municipale di Livorno.

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