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Carcere Le Sughere: la situazione dopo l'apertura del Padiglione C e l'arrivo di nuovi detenuti da Sollicciano

Raspanti e Solimano:Ora i problemi maggiori sono il sovrappopolamento, l'insufficienza del personale e la carenza di spazi trattamentali

Data :

7 agosto 2026

Categorie:
Sociale
Carcere Le Sughere: la situazione dopo l'apertura del Padiglione C e l'arrivo di nuovi detenuti da Sollicciano
Municipium

Descrizione

Livorno, 7 agosto 2026- “Finalmente siamo arrivati alla consegna e utilizzo di uno dei padiglioni che da anni aspettavamo, il Padiglione C. Come si ricorderà è stato un percorso travagliatissimo con problemi anche gravi, poi finalmente c’è stata una brusca accelerazione, dovuta alla chiusura del Padiglione Transito ormai fatiscente e dichiarato pericoloso, e alla necessità di trasferire a Livorno i detenuti del carcere di Sollicciano”.

Così ha esordito in conferenza stampa sui problemi attuali della Casa Circondariale Le Sughere l’assessore al Sociale Andrea Raspanti, evidenziando che “purtroppo oggi si è aperta una situazione critica per il sovraffollamento del nuovo padiglione: celle che dovrebbero accogliere un numero minore di detenuti ora ne ospitano 4 e su questo bisogna oggi puntare i riflettori. La situazione attuale è di maggiori numeri destinati a crescere e di contro nessuna risposta per l’ampliamento organico, con nuovi limiti che presentano le nuove strutture. Una situazione dunque da tenere sotto attenta osservazione”.

Il Garante dei Detenuti Marco Solimano ha fornito i numeri: “Il 24 luglio è avvenuta la chiusura del vecchio padiglione Transito con il trasferimento di 70 detenuti al nuovo Padiglione C, e il 27 luglio è iniziato l'esodo da Sollicciano perché in condizioni fatiscenti. Numero complessivo di detenuti nel nuovo padiglione 159, di cui 70 da sezione Transito più altri da Sollicciano.
La capienza prevista nel progetto del Padiglione C – ha ricordato il Garante - era di 134 detenuti mentre appunto siamo già 159: se da un lato sono migliorati alcuni aspetti (nel Transito c’era una unica doccia per tutti, ora ci sono le docce in cella) il nuovo padiglione nasce già con un grave problema di sovraffollamento.
Inoltre va evidenziato che il Padiglione C è su due piani, al terreno stanno gli ex di Sollicciano con celle chiuse, al secondo detenuti che erano al Transito (a regime aperto ).
È quindi una situazione da gestire anche per la sperequazione tra i due piani, e va creato un osservatorio per conoscere i detenuti che vengono da Sollicciano".

Il trasloco in una struttura nuova ha creato dunque inevitabilmente altri problemi da gestire in un carcere che già di problemi ne aveva.

"Ora in tutta la Casa Circondariale – ha ripreso Solimano - sono ospitate 312 persone (128 in alta sicurezza, di cui quattro nuovi giunti in isolamento, 21 fra semiliberi e Articolo 21 ammessi a lavoro esterno, mentre i restanti 159 sono media sicurezza.
Devo segnalare: l’alto numero di persone nelle celle e scarsi spazi trattamentali, ovvero destinati a percorsi di formazione professionale per il reinserimento nel mercato del pavoro. Spazi che sono vitali all’interno di un carcere, fondamentali per poter poi reinserire i detenuti nella società e ridurre rischi di recidiva".
La situazione è comunque ancora in evoluzione: entro la fine dell’anno si spera dovrebbe essere aperto il nuovo Padiglione D, che porterà però il numero complessivo a 500 detenuti (cifra che c’era prima del 2011).

"In questo contesto – ha detto ancora Solimano - sarebbe fondamentale la
ristrutturazione del Transito e dell’ex sezione femminile per percorsi rattamentali e per creare altri spazi di vita fuori dalle celle". Su questo il Garante si impegnerà in modo particolare.
"Ulteriore criticità - si è avviato verso la conclusione il Garante - è rappresentata dalla mancanza di personale per quanto riguarda l’Ufficio di Sorveglianza: tutto si rallenta moltissimo, nonostante impegno e la dedizione dell’unico magistrato (il dott. Panu) e a questo scopo chiederò un incontro al Presidente del Tribunale".

A chiudere l’incontro di nuovo l’assessore Raspanti che ha espresso "rammarico per la mancata pianificazione interistituzionale a fronte dell’ampliamento di una struttura carceraria e del conseguente impatto sulla comunità locale”.

Raspanti ha denunciato come l'Amministrazione comunale “abbia ripetutamente cercato, senza successo, di instaurare un tavolo di confronto permanente con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per gestire criticità dovute all’aumento esponenziale del numero dei detenuti, quali la viabilità, l'accoglienza dei familiari e la carenza di spazi trattamentali oltre alla insufficienza numerica del personale carcerario. Emerge inoltre il problema sociale del caro affitti, che scoraggia il personale di polizia penitenziaria dal trasferirsi, aggravando una situazione gestionale già precaria che le autorità centrali hanno ignorato. Il silenzio istituzionale ricevuto - ha concluso l’assessore al Sociale - ha impedito di attuare una strategia congiunta volta a garantire una qualità dell'esecuzione penale dignitosa e integrata nel tessuto urbano”.

Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2026, 15:24

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