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Carcere delle Sughere: sovraffollamento, la situazione resta drammatica

L'apertura del nuovo padiglione e i problemi irrisolti

Data :

16 luglio 2026

Categorie:
Sociale
Argomenti:
Associazioni
Carcere delle Sughere: sovraffollamento, la situazione resta drammatica
Municipium

Descrizione

Livorno, 16 luglio 2026 - Il carcere delle Sughere di Livorno si trova in una situazione allineata alla media nazionale di sovraffollamento, ma questo non significa che vada bene: il tasso raggiunge il 139%, un dato che riflette un'emergenza ormai non più rinviabile. Attualmente la struttura ospita 213 detenuti, suddivisi tra alta sicurezza (125), media sicurezza (70) e nuovi giunti (18). La situazione rischia di aggravarsi ulteriormente: anche con l'apertura di un nuovo padiglione da 134 posti, il problema resterebbe irrisolto se non si procedesse in parallelo alla chiusura del reparto di media sicurezza, ormai giudicato fatiscente e insalubre.
Questi temi sono stati sollevati martedì 14 luglio, davanti al carcere, dal segretario generale della Cgil di Livorno Gianfranco Francese, dal presidente dell'Arci Livorno Alessio Simoncini, dal garante dei detenuti Marco Solimano e dal suo collaboratore Alessandro Scotto. L'iniziativa, appoggiata anche dal Comune, si è inserita nella mobilitazione nazionale promossa dall'"Alleanza per l'articolo 27", nata per portare l'attenzione di cittadini e politica sulla condizione delle carceri, ormai una vera emergenza sociale, politica e umana.

I quattro portavoce hanno spiegato che nei prossimi giorni verrà inaugurato all'interno del carcere un padiglione completamente rinnovato, capace di accogliere fino a 134 persone, dove probabilmente arriveranno anche detenuti trasferiti da altre strutture italiane. Proprio per questo, chiedono con forza che la sua apertura sia accompagnata dalla chiusura immediata dell'attuale reparto di media sicurezza, ormai degradato e insalubre al punto da compromettere la dignità sia dei detenuti sia del personale che vi lavora. Se questa chiusura non dovesse avvenire, i promotori valutano di rivolgersi alla magistratura con un esposto per chiedere il sequestro del reparto, sulla falsariga di quanto già accaduto per il carcere di Sollicciano.
Nelle conclusioni, i rappresentanti ribadiscono un principio di fondo: il potere punitivo dello Stato non può essere illimitato, ma deve rispettare la dignità e i diritti delle persone, tenendo sempre come obiettivo il reinserimento sociale di chi sconta una pena. Al contrario, secondo loro le scelte in materia penale e penitenziaria degli ultimi quattro anni hanno peggiorato una crisi già di lunga data nel modello costituzionale della pena, introducendo nuovi reati per rispondere a emergenze mai realmente dimostrate, con il risultato di livelli di sovraffollamento carcerario ormai insostenibili.

Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2026, 16:28

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