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3 febbraio 2017 - Scienza e tecnologia

Colline Livornesi, un polmone verde da difendere

Paolo Pasquinelli Paolo Pasquinelli

Le Colline Livornesi non sono soltanto uno straordinario territorio verde a due passi dal mare, dove godere di tranquillità e aria pulita, magari percorrendo qualcuno dei numerosi sentieri che le attraversano; esse rappresentano, soprattutto, una vera e propria culla di Biodiversità, osservando le quali è possibile comprendere la ricca e variegata complessità vitale dell’intero ecosistema, come ci spiega in questa breve intervista il biologo Paolo Pasquinelli.

Pasquinelli, che è anche Cultore della materia al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pisa, è autore, insieme a Valeria Carlesi, Massimo Tabone e Fabrizio Puccini, del volume "Colline Livornesi. Alcune Biodiversità specifiche" (promosso e edito dalla Provincia di Livorno) che documenta un triennio (2011-2013) di osservazioni ambientali effettuate sulle Colline Livornesi. Gli autori appartengono ai gruppi volontari del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (Gruppo Micologico Livornese e Gruppo Botanico Livornese). Il lavoro di questi studiosi ha consentito di verificare lo stato dell'arte delle Biodiversità presenti sulle colline e di fare il punto sulla situazione ambientale, nell'ottica di confrontarlo con quello di un prossimo futuro.

Paolo, come nasce e come si sviluppa il libro dedicato alle Colline Livornesi?
L’idea nacque nel gennaio 2011 quando mi venne il desiderio di studiare alcune Biodiversità presenti sulle Colline Livornesi, in senso più lato rispetto a quanto già pubblicato in due precedenti volumi sul Parco di San Rossore e sull’alta Valdera (il primo commissionato dall’Ente Parco, il secondo dalla Regione Toscana).
Questo è stato sviluppato come un "work in progress". Presenta infatti variazioni dinamiche stagionali delle Specie viventi osservate nei loro habitat durante il triennio (2011-2013). Consta di undici capitoli disomogenei e narra ciò che l'escursionista può casualmente incontrare percorrendo le Colline Livornesi. Piante, fiori, libellule, farfalle, orchidee spontanee, ragni, crostacei, pesci, avifauna, mimetismi e curiose situazioni sono descritte, mediante una metodologia mirata a far riemergere nella mente del lettore situazioni analoghe già vissute. Il piccolo "trattato" si rende altrettanto utile per una rapida consultazione qualora lo si inserisca opportunamente nel proprio zainetto campale.

Le Colline Livornesi: un patrimonio prima di tutto da promuovere o da difendere?
Le Colline Livornesi rappresentano un polmone verde da salvaguardare a beneficio delle città e dei paesi che si trovano a ridosso di quest’area che parte (a Nord) dal Corbolone ed arriva (a Sud) fino al Monte Pelato passando attraverso Monterotondo, Montenero, Castellaccio, Nibbiaia, Valle Benedetta, Colognole, Gabbro, Castiglioncello, Chioma, Castelnuovo della Misericordia e Rosignano Marittimo.


Veduta dal Gabbro di una parte delle Colline Livornesi (luglio 2013).

Nella lettura del libro si possono cogliere tratti di educazione ambientale utili a prevenire interventi antropici dannosi alla sopravvivenza delle Biodiversità e rivolti alla salvaguardia del territorio e delle Specie presenti. A tal proposito si legge: "Sensibilizzare il lettore ai concetti di conservazione e mantenimento del patrimonio boschivo e agricolo è l’altro, non meno importante scopo".
Non è poi mancata la documentazione di materiali edili e di altra rumenta abbandonati nei boschi da inqualificabili comportamenti umani. A questo proposito torna opportuno citare un tratto della prefazione firmata Giorgio Kutufà che ben lo illustra: "Il gruppo che ha portato avanti il lavoro ha studiato sul campo gli esseri viventi che popolano il nostro territorio e, non senza ironia, non ha tralasciato nessuna specie da quelle vegetali a quelle animali, con qualche sguardo in qua e là rivolto agli umani. O meglio alle tracce che questi lasciano, soprattutto nella cartellonistica. Uno spaccato a tutto tondo, quindi delle creature che popolano le Colline Livornesi".
L’estensore della prefazione si riferisce infatti a qualche scritta di carattere ammonitore su cartelli “naive” espressa con un linguaggio colorito tipicamente livornese che lasciano intendere una precisa volontà di dissuadere dall’inquinare l’ambiente.
A proposito della “promozione”, il libro è stato presentato in conferenza al Museo e si intende proseguire nella divulgazione in altri luoghi pubblici (scuole, associazioni, università) per ampliare la conoscenza di questo patrimonio ambientale. Oltre alla descrizione di specifiche Biodiversità e di particolari aree delle colline, il lettore e lo studioso posso approfittare anticipatamente delle note inserite nel testo, peraltro corredato da numerose immagini a colori complete di didascalie, per godere della bellezza del paesaggio e delle opportunità fruibili durante le escursioni.
I capitoli che si susseguono talvolta presentano titoli inattesi quali "Giallo"o "Rosso" tratti dalle colorazioni predominanti dell’ecosistema laddove e quando si sviluppano piante dalle infiorescenze gialle quali ad esempio Galium verum, Spartium junceum, Dittrichia viscosa oppure rosse come Smilax aspera , Rosa canina, Papaver roheas.
Altri interessanti capitoli descrivono: Orchidee spontanee, Ittiofauna, Licheni, Tritoni, Felci con Infine una miscellanea sorprendentemente ricca a conclusione del testo.


Torrente Chioma. Ecosistema vitale (luglio 2012).

Avete incontrato anche qualche esemplare botanico o faunistico più raro durante le vostre osservazioni?
Certamente, le rarità botaniche (o meglio esemplari pochissimo presenti e solo in determinati areali) da segnalare sono almeno un paio, come il minitulipano spontaneo Tulipa australis repertato sul Monte Pelato e il papavero giallo Glaucium flavum fiorito in agosto a Calafuria. Tra gli insetti ricordo gli Odonata (libellule) tra cui spicca l’esemplare nero Calopteryx haemorrhoidalis presente alla Sambuca, sul Chioma e a Fonte all’Amore. Nel capitolo dedicato alle Farfalle, ad esempio, è riporta la descrizione dell'incontro particolare e simpatico tra il biologo e la farfalla del corbezzolo Charaxes jasius lungo un sentiero della Popogna.


Libellula nera Calopteryx haemorrhoidalis. Fonte all’Amore (agosto 2013)

Quali sono stati gli aspetti più curiosi di questa ricerca?
Credo quello sociologico, della partecipazione spontanea di semplici appassionati che si sono aggregati in itinere durante le escursioni. Anche Mina, la canina della “Mochi farm” alle Vallicelle, ricordata nel libro, ci ha seguito più volte e per lunghi tratti sulle Colline, apprezzando particolarmente le acque del Rio Maggiore dove si tuffava a più riprese. Non sono mancate neanche segnalazioni di situazioni singolari da parte di appassionati, quali ad esempio la presenza di una coppia di upupe occupate ad accudire la nidiata su un muro a secco di casa Ristori, al Viperaio, sulla collina del Savolano.


Papilio machaon su Cirsium vulgare. Località Popogna (agosto 2013)

Se, tra le molte e belle foto scattate in questi anni, una sola dovesse  raccontare le Colline, quale sarebbe?
Mi piace, d'emblée, proporre una delle immagini più limpide e semplici contenute nel libro che, seppur riferita a un mini ambiente, può dare l’idea della bellezza complessiva del territorio delle Colline Livornesi: il Macaone (Papilio machaon), farfalla giovane e splendida nei colori intenta a suggere polline sull’inforescenza della pianta campestre Cirsium vulgare durante un'assolata mattina di agosto. Una perfetta sintesi di bellezza e armonia. “Bellezza” e “Armonia” rendono dunque indispensabile considerare gli aspetti conservativi del territorio come esigenza primaria irrimandabile. Spesso purtroppo non è così. Infatti l’eccessiva antropizzazione tende purtroppo a ridurre, se non a far scomparire, tali condizioni.
Fortunatamente le Colline Livornesi godono di una vitalità ancora eccellente. Ecosistemi vitali a ridosso del mare quali boschi, radure, campagne ben coltivate, rii e sentieri, costituiscono un patrimonio naturalistico da difendere, mantenere e, soprattutto, da far conoscere e apprezzare con adeguate sensibilizzazioni ai giovani e a chi preferisce maggiormente il mare e le sue coste.

Il libro è scaricabile (freedownload 94MB) nel sito del Museo dedicato alle pubblicazioni:
http://www.provincia.livorno.it/attivita/museo/Pubblicazioni/24/24.htm