Casini d'Ardenza

Tra i primi esempi di residence estivo, l’edificio dei “Granducali Casini di Ardenza”, costruito su disegno dell’architetto Cappellini nel 1844-1845, fu frequentato da famiglie di facoltosi turisti che potevano godere di ampi servizi e di un accesso diretto e riservato ai bagni ubicati di fronte.
Presenta una originale forma a omega su cui si articolano una serie di eleganti palazzine in stile neoclassico; il corpo centrale include gli appartamenti di maggior pregio. La terrazza colonnata, il timpano triangolare centrale, le colonne doriche dei tre porticati sono elementi tipici del gusto neoclassico.
I Casini furono dotati di grandi e magnifiche sale di incontro, una cappella, una trattoria, sale da gioco e biliardo, salone da ballo, scuderie e parco all’inglese sul retro. Erano originariamente collegati ai “Bagnetti d’Ardenza” attraverso un lungo e raffinato pontile ad archetti in legno che permetteva un agevole cammino dai Casini ai luoghi delle bagnature. Tale pontile fu poi ricostruito in muratura ai primi del ‘900.
I Casini ebbero il momento di massimo splendore quando furono abitati dal Granduca Leopoldo II con tutto il suo seguito e per questo furono chiamati “Casini Granducali”.
I Casini sono la testimonianza di una Livorno turistica tra ‘800 e ‘900, nota e privilegiata meta per le vacanze durante la stagione balneare.