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Un'intervista al sindaco Alessandro Cosimi

Alla Direzione nazionale Anci sulla finanza locale e federalismo fiscale

Il sindaco Cosimi chiede compattezza dei Comuni contro le scelte che minano l'autonomia ed i servizi locali

Il testo dell'intervento del Sindaco

Livorno, 2 ottobre 2008 - Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e presidente dell'Anci Toscana, ha inviato alla direzione nazionale dell’Anci, riunita questa mattina a Roma per affrontare i temi della finanza locale e del del federalismo fiscale, la seguente nota:

“Con il decreto 112, approvato in fretta e furia e convertito in legge con ben tre voti di fiducia, si obbligano i Comuni a subire tagli consistenti, perdendo qualsiasi possibilità di manovra tariffaria e fiscale.
In realtà mancano all’appello 1,5 miliardi di euro: 700 milioni  taglio trasferimenti ICI fabbricati rurali; 500 milioni mancata copertura ICI prima casa; 300 milioni tagli ai costi della politica,
che per il nostro Comune comportano minori entrate a regime di oltre 4 milioni di Euro.
E’ a rischio la tenuta dei bilanci, per cui è necessaria la compattezza dei Comuni nei confronti di scelte governative che minano l’autonomia locale, ma, ancor di più, la capacità di rispondere alle esigenze della cittadinanza, dato che ci vedremo costretti a ridurre l’erogazione dei servizi.
I Comuni tutti devono essere compatti per evitare che si operi in modo differenziato in base alle scelte delle ANCI regionali e che dalla frammentazione scaturisca l’impossibilità di ottenere il giusto riconoscimento di autonomia dei Comuni, riducendone ruolo e valore politico.
In particolare è necessario riaprire il confronto con il Governo sulle regole per rispettare il Patto di stabilità, in quanto l’attuale meccanismo di fatto blocca la liquidità negli enti virtuosi, determinando anche il versamento degli interessi di mora dovuto ai ritardi nel pagamento delle spese di investimento. Nonostante ciò, per alcune realtà, in particolare per gli Enti che nel 2007 sono risultati virtuosi, risulterà matematicamente impossibile rispettarne gli obiettivi.
Per superare questo tipo di problema, la Corte dei conti ha caldeggiato la "regionalizzazione" del Patto di stabilità, per calibrare gli obiettivi non sui singoli enti, ma in base ad aggregati territoriali. Un'ipotesi, quest'ultima, che non deve però “inglobare” i dati dell’Ente Regione, per i problemi legati alla spesa sanitaria, ma solo quelli dei Comuni del territorio regionale.
L’idea di una regionalizzazione del Patto, pone inoltre in discussione la natura stessa della nostra Associazione.
La Consulta tecnica finanze (Comitato dei ragionieri) dell’Anci Toscana, lo scorso 11 settembre ha, inoltre, proposto che le regole del Patto di stabilità interno 2009 non si basino solo sulle risultanze dell’esercizio 2007, ma sulla media del quinquennio precedente partendo dall’ultimo esercizio chiuso (2003/2007 per il 2009), per tendere ad attenuare casistiche o eventi particolari e per consentire di programmare il conseguimento degli obiettivi di Patto 2009/2013.
Fatta eccezioni per gli Enti che presentano una situazione strutturale positiva, dove le entrate ricorrenti, nonostante i tagli di complessivi 1,5 miliardi di Euro, superano le uscite correnti, sono ben poche le manovre attuabili nel breve periodo per mantenere gli equilibri di bilancio di parte corrente in presenza di una inflazione crescente e di politiche fiscali proprie (aumento delle aliquote) bloccate.
Per chiudere i nostri bilanci occorrerà, quindi, ricorrere ancora una volta ad entrate straordinarie come i proventi delle concessioni edilizie ed il plusvalore patrimoniale, se non all’inevitabile riduzione dei servizi.”

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