Progetto Musica in fasce

Progetto di educazione musicale Musicainfasce e Sviluppo della Musicalità secondo la teoria di E.E.Gordon, condotto da Insegnanti Associati AIGAM (Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale).

Il progetto viene svolto in collaborazione con la Scuola di Musica “Amadeus” Associata AIGAM e prevede per i bambini e le bambine un incontro settimanale in piccolo gruppo (6-8 bambini suddivisi per competenze).
L’intervento è svolto da due insegnanti AIGAM (autorizzati dall’Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento musicale ad applicare questa teoria) con l’indispensabile collaborazione delle educatrici/insegnanti che articolano la loro presenza sui diversi gruppi di bambini. Il percorso permette ad educatrici/insegnanti di operare scelte e di fare interventi musicali appropriati nella quotidianità, offrendo così ai bambini l’opportunità di ampliare il proprio “vocabolario” di ascolto attraverso l’offerta di una grande varietà di generi musicali.

Cardine del progetto psicopedagogico a base psicomotoria che sostanzia il modello educativo dei servizi per l’infanzia del Comune di Livorno è la globalità del bambino che da 0 a 6 anni si esprime, comunica e conosce attraverso il corpo, entrando in relazione con il mondo per mezzo della percezione e del movimento. I codici sonori, ritmici e musicali vivono nei bambini strettamente legati al corpo ed al movimento, sostengono la strutturazione del dialogo tonico e della comunicazione ed il processo di socializzazione. Ecco perché per l’apprendimento musicale si è privilegiato il metodo di E. Gordon che utilizza, quale un elemento fondamentale dell’ascolto, il movimento spontaneo dei bambini in risposta allo stimolo sonoro per creare pportunità per “sentire” ed “esprimere”  l'evento musicale con il corpo .

Le ricerche nel campo della Psicologia della Musica e dell’Apprendimento Musicale svolte negli ultimi 40 anni da Edwin E. Gordon (noto ricercatore, docente, autore e conferenziere) hanno dimostrato che l’attitudine musicale è in fase di sviluppo fino ai 9 anni di età circa e che sono in particolare i primi 3 anni di vita dell’individuo a costituire la finestra di apprendimento più importante.
Questa attitudine è in parte innata e in parte ambientale, cioè un ambiente ricco di stimoli è indispensabile affinchè si sviluppi al massimo delle sue potenzialità così come un ambiente povero di stimoli musicali ne decreta automaticamente l’involuzione.

L'educazione musicale secondo la teoria dell'apprendimento di E. Gordon (Music Learning Theory) ha caratteristiche estremamente nuove rispetto ai tradizionali approcci all'educazione musicale non soltanto per il fatto che il periodo prescolare e in particolar modo i primi tre anni di vita vengono considerati i più importanti per lo sviluppo delle attitudini musicali, ma anche per le modalità di conduzione degli interventi didattici ispirati al rispetto delle fasi di apprendimento naturali che portano il bambino allo sviluppo del pensiero musicale unitamente allo sviluppo di un vocabolario, di ascolto e di canto, a partire dalle prime risposte musicali in età neonatale fino all'imitazione e all'assimilazione.

La metodologia di lavoro si fonda sul presupposto fondamentale di questa teoria che consiste nell’assunto che la musica può essere appresa secondo gli stessi meccanismi della lingua parlata.
Attraverso le ricerche condotte dal Prof. Gordon è stato constatato che il modo migliore per raggiungere questo scopo è quello di cantare al bambino il più presto possibile, appena nato, in maniera molto comunicativa.

Durante gli incontri di Musicainfasce e Sviluppo della Musicalità vengono cantate canzoni e ritmi molto brevi appositamente scritti per bambini di questa età in cui ci sono ripetizioni e sequenze senza l’utilizzo delle parole in modo che il bambino possa prestare attenzione alla musica.
Accanto alla varietà ed all’assenza di testo nelle canzoni, un altro aspetto di grandissima importanza è rappresentato dal silenzio. Far seguire il canto di una canzone dal silenzio mantenuto più a lungo possibile lascia al bambino il tempo di reagire allo stimolo ricevuto e gli permette di rielaborare quanto ascoltato.
E’ inoltre molto importante permettere ai bambini di muoversi spontaneamente durante l’ascolto. Infatti, lasciati liberi di sviluppare le loro competenze motorie in risposta alla musica, i bambini spesso anticipano lo sviluppo della coordinazione motoria necessaria a battere un ritmo, ad alternare il movimento delle braccia e delle mani o ad esplorare la struttura musicale del brano che ascoltano muovendosi nello spazio.

Per ulteriori informazioni sulla teoria di E. Gordon è possibile consultare il sito AIGAM.

 

Ultimo aggiornamento: 22/01/2013 - A cura di: Ufficio Rete scolastica e gestione amm.va servizi educativi-scolastici