Ultimo aggiornamento: 12/10/2006 - A cura di: Ufficio Musei
Il Parco
Nel 1871 Francesco Mimbelli acquistò dal Cav. Giuseppe Toscanelli, come dono alla giovane moglie Enrichetta Rodocanacchi, i terreni che andranno a costituire il parco della Villa. Di questi vasti appezzamenti una parte, e precisamente quella prospiciente la Villa, fu mantenuta ad orto e frutteto, mentre il restante terreno venne lentamente trasformato, sotto le attente cure d’Enrichetta, nello splendido parco che oggi possiamo ammirare. La giovane moglie del Mimbelli, cresciuta in un ambiente colto e raffinato, volle conferire un aspetto vagamente esotico al suo giardino introducendo grandi varietà di piante d’alto e basso fusto alcune delle quali, come il Pino Australiano e le Canne del Tonchio, assai rare e ricercate. Questa grande varietà d’essenze esotiche, assicurata dai traffici commerciali che la famiglia aveva con l'oriente, conferì in poco tempo al parco la fisionomia del giardino all'inglese tanto cara al gusto dell'epoca. Si sostituiva in altre parole, all'idea di una natura addomesticata e scenografica (che per secoli aveva dominato il gusto del giardino all'italiana quella di una natura "naturale", non più forzata nei rigorosi schemi del disegno umano ma al contrario lasciata libera di esprimere anche le sue tendenze più selvagge.

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