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Gianfranco Baruchello e l'identità perduta, in mostra agli ex Magazzini Generali
Gianfranco Baruchello ha realizzato per l’associazione
Mi chiamo Hava e vengo dall’Albania
Nell’ estate 2006 per me è cominciata una nuova era. Insieme alla mia famiglia mi sono trasferita in Italia, in una bellissima città sul ...
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Il Comune di Livorno pubblica vari volumi ordinati in:
C’è una resistenza al fascismo fatta di piccoli gesti, ugualmente pericolosi per anni in cui ogni libertà veniva considerata un nemico da combattere. È una resistenza spontanea firmata da ragazzi che ...
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Nata a Livorno il 24 agosto 1963 - "lo stesso giorno di Borges", sottolinea , aggiungendo che non ha paura a dichiarare la sua età. Anna Laura Bachini, graphic designer, vive e lavora nella nostra città. Iscritta all'AIAP, l'Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva, lega il suo nome a progetti per la valorizzazione della Fortezza Vecchia, la nascita del Museo civico "G. Fattori" nel 1994, l'edizione di Effetto Venezia sempre dello stesso anno, l'Ippodromo Caprilli - un sodalizio iniziato in occasione del centenario della struttura e che dura tutt'ora -, il logo e la rivista di Theatralia ed ancora nel 2004 per l'inaugurazione del Teatro Goldoni e della Goldonetta. Ha svolto progettazioni grafiche per autorità portuali ed a lei si deve l'elaborazione dell'immagine coordinata, per la Soprintendenza di Pisa, dei Musei di Pisa, Calci, Elba e Lucca, un progetto segnalato nel 2001 per il "Compasso d'oro" , il più autorevole premio internazionale di design, e che le è valso per la "Denominazione di Qualità ADI (Associazione per il Disegno Industriale) Design Index" e la pubblicazione sul relativo Annuario. È sua la grafica urbana per i grandi cartelli di "Benvenuto alla città di Livorno" che accolgono i turisti alle varie entrate della città. Dal 2009 ha iniziato un percorso su Caproni, con appuntamenti importanti nelle città del poeta, Livorno, Genova e Roma. Per prima a Livorno, con il logo "FotoGrafiche l'AltroVerso", ha realizzato stampe d'arte su pannelli ed oggetti in stoffa e pelle, proponendo l'immagine della nostra città in un modo inedito ed unico anche all'estero, a Magdeburg, in Germania, con una mostra.
Convinta che Livorno valga la pena di essere conosciuta ed esportata, nel 2010 decide di fondare una collana editoriale "l'AltraGuida: luoghi diVersi" (in coedizione con la casa editrice ETS). La prima, Livorno.1 racconta la città attraverso le cose scritte da poeti e letterati che sono passati da Livorno, associando elaborazioni grafiche di foto (fotoGrafiche) di luoghi e monumenti cittadini a testi ad essi dedicati da autori come Giorgio Caproni, Pier Paolo Pasolini, Curzio Malaparte, Aldo Palazzeschi, Herman Hesse, Dan Fante. In preparazione di prossima uscita Livorno.2, proprio in occasione del centenario interamente dedicata a Giorgio Caproni e le sue tre città del cuore, Livorno, Genova e Roma (supervisione scientifica di Lorenzo Greco).
Anna Laura, che cosa volevi fare "da grande"? Il tuo futuro lavorativo era già in qualche modo deciso al momento di scegliere il tuo indirizzo di studi?
Fin da piccola amavo disegnare, ma, terminate le scuole medie, non essendoci allora a Livorno un liceo ad indirizzo artistico né un Istituto d'Arte, frequentai il liceo scientifico. Dopo gli studi liceali mi iscrissi alla Facoltà di Lingue -mi piacevano molto anche le lingue- , ma presto, seguendo la mia passione, partecipai alla selezione, superandola, per l'ISIA - Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze, istituto statale di livello universitario che offre corsi e specializzazioni in design dei prodotti, della comunicazione e della moda.Lo preferii all'Accademia delle Belle Arti perché volevo disegnare qualcosa di concreto, poi fattibile, realizzabile.
Come ti sei trovata durante gli studi universitari come donna?
Gli anni di frequenza dell'ISIA sono stati per me anni bellissimi, molto positivi, gioiosi.
Ero in un ambiente "aperto" dove circolavano le idee, ricco di cultura; era frequentato da numerose ragazze e non c'era differenza tra generi. Ho avuto molti professori, tutti validissimi. Mi piace ricordare un grande maestro: Enzo Mari, bravissimo e famosissimo designer, mio relatore alla tesi e che mi ha seguito anche dopo la laurea. E' lui che mi ha trasmesso la coscienza critica del design.
Hai scelto dunque una professione marcatamente maschile, dove ancora poche sono le donne. Come ti trovi nell'ambiente di lavoro?
Dopo la laurea rimasi a Firenze e lavorai presso studi di architetti trovandomi bene. Avevo però l'ansia di mettermi alla prova come libera professionista, così nel 1990 aprii il mio studio, a Livorno. Amavo ed amo molto la mia città, la trovo bellissima e con il mio lavoro volevo e voglio contribuire a valorizzarla.
Ho scoperto Livorno con un progetto di cura dell'immagine di laboratori storico-didattici per la scuola dell'obbligo condotto dal Comune di Livorno in collaborazione con la Soprintendenza di Pisa fin dai primissimi anni '90. Da questa esperienza il mio lavoro ha preso non casualmente una direzione verso la progettazione grafica legata alla cultura, alla valorizzazione del territorio, all'arte ed al sociale. La mia è stata una scelta fortemente voluta, rinunciando anche ad occasioni più remunerative, ma troppo legate al mondo commerciale. Coltivando un'altra mia passione, la lettura, in particolar modo della poesia, ho creato una collezione personale di citazioni e unendo queste con immagini della città, fotografate da me, ho avviato per prima a Livorno la stampa d'arte. "L'AltroVerso FotoGrafiche di Anna Laura Bachini" è tutto ciò: pannelli, oggetti, come borse, lampade, cuscini, riuniti tutti in mostre che fanno vedere Livorno in un altro modo, molto particolare, che fanno conoscere luoghi "poetici" della città, luoghi che suscitano emozioni e sentimenti insieme al gioco con i versi.
Un lavoro interessante ed intenso. Come riesci a conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita privata e la famiglia?
Non ho una netta divisione tra lavoro e vita privata e famiglia, forse perché non ho figli. Ho sempre rimandato la scelta della maternità; per conciliarla con la mia professione aspettavo il momento più adatto, che non è mai venuto. Oggi a mio parere è troppo tardi. Fai un lavoro che ti appassiona e che occupa, mi sembra di capire, in pieno la tua vita.
Riesci comunquei a ritagliare un po' di tempo per te, per le tue passioni? Hai "una stanza tutta per te"?
La mia "stanza tutta per me" è il mio lavoro. Ho lottato, mi sono impegnata con forza per avere questo. Il lavoro rappresenta per me una continua occasione di crescita. Cito ad esempio l'esperienza fatta nel 2010 con il progetto "Codice a sBarre: la città delle altre", un progetto di formazione rivolto a persone con particolari difficoltà, finanziato su bando provinciale dalla Comunità europea e realizzato nella casa circondariale delle Sughere. Al corso ed ai laboratori della durata di un intero anno scolastico hanno partecipato donne detenute, che, ripercorrendo di fatto la mia vita lavorativa di graphic designer, hanno prodotto pannelli, cuscini, lampade, borse con immagini di loro stesse e con poesie scritte da loro. I prodotti finali di questo corso, che si è avvalso anche di altre figure professionali - falegnami, sarti, pellettieri, informatici e anche una insegnante di filosofia, Maria Antonietta Monaco-, sono stati oggetto poi di una mostra a Rimini riscuotendo successo e consenso di pubblico. Le detenute in tal modo sono riuscite a liberare, a dare spazio all'espressività, imparando, al tempo stesso, processi produttivi, che possono tornare utili per la loro vita futura. Ed io sono cresciuta con loro.
O.T.