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18 gennaio 2018 - Arte e cultura

L'arte del carnevale tra sogno e realtà, mostra fotografica di Furio Pozzi

Carnevale di Venezia (foto di Furio Pozzi) Carnevale di Venezia (foto di Furio Pozzi)

Intervista di Claudia Mantellassi

"A carnevale tutto il mondo è giovane, anche i vecchi. A carnevale tutto il mondo è bello, anche i brutti". Scriveva così all'inizio del secolo scorso Nicolaï Evreïnov, drammaturgo russo inventore del monodramma.
E aveva ragione, perchè il carnevale, tempo di spasso e di baldoria, attraverso la maschera e il travestimento permette a tutti, almeno per un giorno, di diventare qualcun altro. Perfino qualcuno di molto distante da sé.

All'edizione 2018 di quella che è, a tutti gli effetti, la festa popolare per eccellenza, sarà dedicata la mostra fotografica “L'arte del carnevale tra sogno e realtà”, in programma a Palazzo Orlando dal 28 gennaio a domenica 18 febbraio, che raccoglie gli scatti di Furio Pozzi, artista dell'obiettivo e appassionato di sfilate di carnevale.

“Il Carnevale ha sempre esercitato un fascino particolare su di me – racconta - La prima volta che vidi il Carnevale fu a Viareggio con i mostri di cartapesta nel lontano 1970, quando ero solo un bambino. Ripetei l'esperienza anni dopo, da studente, con un approccio e una consapevolezza ben diverse. Il corso, le feste rionali e l'allegria all'ennesima potenza che imperversavano in ogni strada mi coinvolsero in una sorta di vortice inebriante. Nacque allora il mio desiderio di fermare gli attimi di felicità con la fotografia. Un modo per conservarli indelebili nel tempo, godendomi in pieno lo scorrere degli anni”.

Una passione, quella per la fotografia, cresciuta di pari passo a quella per il carnevale e che, nel 1984, lo ha catapultato a Venezia, patria e custode del più grande Carnevale d'Italia.

“Si tratta di due carnevali opposti – chiarisce Furio azzardando un confronto - si passa da quello popolare di Viareggio, a quello ricco del fascino della trasgressione e dell'eleganza della città lagunare, dove la posa statica e lo sguardo sono il senso del gioco. Si tratta di capire chi si cela dietro la maschera. Girare per le calle la notte con luci appena accennate da fievoli lampade, accompagnati dallo sbattere leggero dell'acqua contro le gondole e dal risuonare del calpestio delle proprie scarpe sulla strada per trovarsi davanti, all'improvviso, una figura avvolta in un lungo mantello con bagutta e tricorno. Di colpo si è catapultati in un viaggio settecentesco. La città lagunare è una macchina del tempo a cielo aperto, dove i sognatori possono vivere la loro "Midnight in Venice" e il Carnevale ne è il tramite.


Furio Pozzi

Aspettando, dunque, di sfiorare il labile velo che divide sogni e realtà del carnevale attraverso le sue foto, cerchiamo di scoprire qualcosa di più di questo artista in gamba, autore di alcune belle gallerie fotografiche nelle quali non si limita a raccontare il mistero del travestimento, ma anche a cogliere espressioni ed emozioni legate a temi forti come, ad esempio, quello della deportazione.

Basti ricordare che in questo stesso periodo, l'anno scorso, ha partecipato con alcuni scatti alla mostra di foto e arte contemporanea di Berlino “Flu Games Berlin 2” (al Malzfabrik, la fabbrica di malto divenuta un importante centro culturale della capitale tedesca), dove ha presentato alcune foto di scena dello spettacolo “Chi porterà queste parole?”, realizzato al Teatro Rossi di Pisa e tratto dall’opera della drammaturga e partigiana francese Charlotte Delbo, deportata ad Auschwitz nel 1944. Anche qui, a ben vedere, gli scatti fermavano un mondo alla rovescia, fatto di trasgressione, follia, caos;  un mondo dove però i carri e i cortei scandivano il tempo dell'orrore e della morte.

Per tornare invece al Carnevale, qualche anno fa (era il 2015) le sue immagini colorate sono volate fino a Londra, dove una selezione di 10 suoi scatti stampati su tela è stata esposta alla Royal Opera Arcade Gallery di Londra, a Pall Mall Strett (dopo la Tate Gallery la più importante galleria espositiva della capitale inglese). Con grande successo oltretutto, visto che tra i 25 artisti che esponevano, è stato l'unico a piazzare i suoi lavori.

Furio, sei fotografo per lavoro o per diletto?
Per lavoro e passione dalla fine degli anni 70.

Cosa ti piace fotografare?
Da sempre mi hanno incuriosito soprattutto le espressioni del volto umano.

Come hai scoperto la fotografia?
La passione della fotografia è nata alle scuole elementari, complice la maestra, Suor Maria Boccacci ed un corso sul cinema. Era una persona splendida, donna di cultura con un'apertura mentale non comune, almeno 50 anni avanti rispetto ai tempi.

Cosa cerchi dentro l'obiettivo?
Provo a fermare l'attimo fuggente, quello che tutti vediamo, ma che per distrazione passa inosservato.

Da cosa ti mascheravi da bambino a Carnevale?
Mi sono sempre mascherato utilizzando la fantasia, a volte attingendo ai fatti del momento sociale o mediatico che vivevo.

Cosa rappresenta per te la maschera in termini emotivi?
Le maschere rappresentano la fantasia , il sogno che diventa realtà grazie a un costume. Venezia ne è massima espressione.

Parlando di fotografia, c’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la tua crescita?
Direi di no, non ho dei punti di riferimento come fotografi, sono un autodidatta e mi piace viaggiare da solo sulla mia creatività. Certo, trascorrere il tempo con altri fotografi è senz'altro interessante, un reciproco scambio di idee.

La tua opinione sul fotoritocco?
Non è positiva, perchè una foto mediocre può diventare una buona foto. Penso invece che un bravo fotografo è colui che imposta i tempi, il diaframma e poi scatta... solo allora vediamo cosa ha fatto.Oggi invece sono tutti fotografi, un concorso, un premio e si sentono un gradino oltre. Io ho impiegato 30 prima di dire che ero un fotografo ... e ho ancora tanto da imparare.

C'è un posto a Livorno in cui ti piace rifugiarti ogni tanto?
Da artista visionario e solitario quale sono, direi che ci sono diversi luoghi sulla nostra Livorno dove rifugiarsi. Ma in fondo, se si è in equilibrio con se stessi, ogni luogo e buono quando si viaggia con la fantasia.

L'appuntamento con Furio e i suoi scatti è dunque dal 28 gennaio al 18 febbraio nel prestigioso Palazzo Orlando, in piazza Mazzini, a un passo dal mare ...e dai sogni.