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5 giugno 2017 - Scienza e tecnologia

Progetto Tashken, storia e luoghi di Livorno attraverso gli occhi di un romanzo

Giovedì  1 giugno nell'Aula Magna del'I.T.I. Galilei si è svolto l'evento del progetto “Tashkent dalla ricerca al narrato”, realizzato in  collaborazione con la Coop Itinera e inserito nei programmi Scuola Città 2016-2017, che ha consolidato con ottimi risultati la fase sperimentale partita lo scorso anno. L'articolo seguente, a cura del CRED, racconta come ha avuto inizio il progetto e come hanno lavorato i ragazzi. Senza trascurare la riscoperta di luoghi di ricerca e studio come  biblioteche, archivi e musei.
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Il titolo, del progetto, Tashkent, può forse dire poco a qualcuno. L'idea è stata quella di trarre spunto dal romanzo storico Tashkent di Enrico Campanella ambientato a Livorno negli anni '30, che attraverso la storia della nota nave da guerra, ci ha reso uno spaccato delle vicende della città per risvegliare nei ragazzi il gusto della lettura e della scrittura e far percorrere  loro il cammino dello scrittore che si cimenta a renderci “attraverso” “gli occhi di un romanzo” la realtà del passato. Ed è proprio da quelle pagine da cui è partita la nostra ricerca.

Uno dei nostri obiettivi è stato quello di far acquisire una metodologia di ricerca storica  che aiutasse a stabilire, dopo aver scelto un tema da trattare, che cosa cercare, dove cercare.
L'Archivio di Stato, l'Emeroteca, le vie e i palazzi cittadini, le testimonianze orali hanno fornito i materiali che hanno supportato i racconti che sono stati prodotti dai ragazzi.
Il lavoro è stato condotto con passione, tanto ne è nato un opuscolo cartaceo.
Il progetto è stato condotto nelle classi dallo stesso scrittore che ha accompagnato gli alunni scrittori in questa bellissima avventura.


Il libro di Enrico Campanella a cui si è ispirato il progetto didattico


Il progetto propone un itinerario didattico che mira a cogliere ed approfondire, con adeguato supporto documentario, la storia della nostra città ed a sviluppare la metodologia della ricerca.
Per questo lo sviluppo del progetto è stato articolato in cinque parti principali. Prima di tutto sono state illustrate le caratteristiche che contraddistinguono e “definiscono” il romanzo storico, partendo proprio dal romanzo Tashkent e successivamente facendo riferimento a titoli famosi utili alla discussione e alla riflessione (Ivanhoe, Robinson Crusoe, Robin Hood, Moby Dick e naturalmente ai Promessi Sposi).

Successivamente è stata illustrata una ipotetica “strategia di ricerca storica” necessaria alla spiegazione della relativa metodologia, che ha portato i ragazzi ad individuare le principali “fonti”, dalla testimonianza verbale ai documenti di archivio, dai monumenti alla cultura materiale, passando attraverso usi e costumi ambientati nell’epoca da studiare.
A questo punto i ragazzi erano in grado di scegliere un argomento di studio e di ricerca; ovviamente, tra i vari spunti possibili, grazie alla guida dell’insegnante, sono stati scelti argomenti relativamente pertinenti ai programmi di studio e in qualche modo legati alla realtà dei ragazzi (per esempio collegamenti tra la scuola ed il quartiere di appartenenza).
Quindi, una volta orientato e pianificato l’argomento, il progetto è stato sviluppato nella sua concretezza: prima in termini di ricerca storica, poi in termini di elaborazione del materiale raccolto e impostando un racconto in termini di narrazione.
In questo modo è stato possibile proporre lo studio e l’approfondimento della storia di Livorno in modo non convenzionale, attraverso gli argomenti prescelti che trattassero luoghi o personaggi; e naturalmente questo tipo di proposta assume un fondamentale ruolo motivazionale anche per lo studio della storia in termini convenzionali. Ma oltre a questo si acquisisce l’importanza della lingua e del linguaggio come strumento tecnico ed espressivo, che con le sue norme e i suoi vari aspetti è indispensabile strumento di comunicazione.

Il progetto offre quindi una proposta didattica finalizzata alla ricerca storica e alla elaborazione narrativa del materiale raccolto, orientando il lavoro alla valorizzazione di aspetti individuati in fase di pianificazione dell’attività tra la seconda a e la terza fase.
Per il raggiungimento di questo obiettivo ci siamo avvalsi di due parametri fondamentali: l’aula an plain air e la creatività della narrazione.
Il concetto dell’aula an plain air considera i luoghi della città contemporaneamente soggetto e spazio educativo e viene utilizzata per corrispondere al bisogno di sviluppare attività esplorative fondamentali non solo in termini didattici ma anche e soprattutto per fini pedagogici.
Analizzando i luoghi che contraddistinguono la storia di Livorno è stato possibile stimolare, attraverso il metodo deduttivo, intuizioni e ispirazioni tramite le quali i ragazzi hanno potuto sviluppare con la loro fantasia e la loro creatività gli elaborati narrativi i quali sono divenuti essi stessi, da un certo momento in poi, un vero strumento didattico.
Come possiamo comprendere agli aspetti prevalentemente didattici si aggiungono importanti contenuti culturali individuati proprio dalla volontà di ricercare gli inquadramenti non convenzionali proposti dal progetto e gli argomenti da essi trattati.

Anche in termini culturali la città può essere considerata contemporaneamente oggetto e soggetto di studio, con i suoi luoghi ed i suoi personaggi; ed ecco che sono divenuti aule di studio an plain air: il Cantiere, l’Ippodromo, il Mercato, la “Puzzolente”, il santuario di Montenero, Piazza della Vittoria, il Porto e Villa Mimbelli.
Con lo stesso approccio sono stati studiati e trattati personaggi realmente esistiti che hanno ispirato i vari elaborati: da Modigliani a Vittorio Emanuele III, da Napoleone Bonaparte a Voltolino Fontani, ai quali si sono aggiunti i personaggi creati dalla fantasia dei ragazzi necessari al componimento dei loro elaborati. Ecco che al rigore storico si sono affiancati i fondamentali ingredienti della fantasia e della creatività.


Hanno partecipato al progetto 2016-2017 le seguenti classi: 2F scuola Bartolena, prof.ssa Cecilia Donatucci, 2G scuola Bartolena  prof.ssa Giulia Cecere,  2N scuola Bartolena prof.ssa Maria Grazia Bindi, 2B scuola Michelangelo prof.ssa Donatella Ceccarini,  2D scuola Michelangelo prof.ssa Rossella Lenzi,  3B scuola Michelangelo prof.ssa Silvia Bianchi, 2B scuola Pazzini prof.ssa Rossella Ceccarini, 2S e 4B ENC Istituito Tecnico Statale G. Galilei, prof.ssa Barbara Calabresi.


”Non trascuriamo infine la “scoperta” e la valorizzazione dei luoghi di ricerca propriamente detti come la biblioteca, l’archivio e il museo ...”

Gli argomenti trattati dai ragazzi sono stati i più svariati.
La classe 2F (1) ha studiato la figura di Federico Caprilli, illustre livornese, ufficiale di cavalleria che ha completamente rivoluzionato il mondo dell’equitazione. Un personaggio veramente straordinario descritto con acume ed intelligenza dai ragazzi, ed al quale la città ha dedicato una strada e il prestigioso ippodromo.
La classe 2G (2) ha affrontato il tema della Grande Guerra con soldati livornesi al fronte e in trincea, sfruttando una lettera di famiglia messa a disposizione da uno dei ragazzi. Dimostrando così il valore culturale della “testimonianza” orale e scritta ed il rapporto tra storia e micro storia che si concretizza nella materializzazione del Monumento ai Caduti in Piazza della Vittoria.
La classe 2N (3) ha sviluppato e approfondito il mondo legato alla famiglia Mimbelli e alla nota villa oggi patrimonio della comunità livornese. I ragazzi hanno ricostruito l’albero genealogico della famiglia e approfondito le vicende personali di alcuni personaggi fino a riuscire a cogliere l’intervista di una testimone che ha conosciuto l’ultima esponente della famiglia tra l’altro soggetto di un ritratto eseguito dal maestro Corcos oggi custodito nel museo Fattori.
La classe 2B (4) ha affrontato un evento storico particolare: il maremoto di Livorno avvenuto nel 1742. Questo ha permesso ai ragazzi di “inoltrarsi” nel periodo illuministico e descrivere l’evento con gli occhi di uno scienziato livornese e del suo assistente, ma anche attraverso lo sguardo meno scientifico di tre giovani ragazzi. Importantissima a nostro avviso la descrizione della pesca alle occhiate con le gallette elaborata da una ragazza di origine africana che ha dimostrato come il metodo di pesca sia lo stesso del Mediterraneo: cultura materiale!
La classe 2D (5) ha deciso di sviluppare la storia raccontata in classe da un ragazzo, poiché è apparsa a tutti una storia veramente singolare: il nonno sopravvissuto al naufragio della nave Muzio Attendolo e soccorso da un marinaio che poi diventerà suo consuocero. Storie di guerra, di navi e di cantieri: i casi della vita!
La classe 3B (6) ha legato con un filo ideale le acque della salute grazie ad un collegamento tra le acque potabili fornite a Livorno tramite le cisterne di campagna e di città (Cisternino e Cisternone) e le acque medicamentose delle terme e della indimenticabile “Puzzolente”. E per farlo i ragazzi hanno scelto un anno particolare: il 1915. Anno in cui l’Italia entra in guerra e in cui viene fondata la società calcistica Unione Sportiva Livorno.
La classe 2B (7), volendo evidenziare mistero e leggenda, ha basato il suo racconto sulla costruzione del Ponte del Diavolo in lucchesia (Borgo a Mozzano) da dove proviene il protagonista: Camillo, un figurinaio che vendendo i suoi presepi al Mercato di Livorno conoscerà Amedeo Modigliani. Arte e mistero si intrecciano in questo racconto che ha per sfondo anche una controversa amicizia.
La classe 2S (8) ha valorizzato il patrimonio della tradizione orale poiché, grazie ad un legame di parentela, ci rende partecipi della vita e delle esperienze del pittore Voltolino Fontani.
I ragazzi, infatti hanno affrontato il tema dell’arte coinvolgendo in questo racconto anche figure come il compositore Pietro Mascagni ed il caposcuola Giovanni Fattori.
La classe 4B ENC (9), sfruttando la vicinanza dell’Istituto Tecnico Industriale alla casa dove avvenne l’incontro tra il gonfaloniere di Livorno Piccolomini e Napoleone Bonaparte, ci propone un racconto che descrive proprio quelle giornate; una descrizione fatta da diversi punti di vista acuti e ragionati che affrontano il tema dello straniero e dell’emancipazione femminile.

I ragazzi, guidati dai loro insegnanti, hanno progettato e realizzato i loro elaborati, ma soprattutto si sono cimentati in un percorso che si è dimostrato un’opportunità non solo di studio e di approfondimento, ma anche di ricerca e di scoperta, di confronto deduttivo e di proposta induttiva. Un percorso che ha favorito certe ispirazioni artistiche e contribuito a favorire relazioni, confronti e dialoghi tra linguaggi ed esperienze, quale segno di vitalità didattica e di attenzione al territorio ed ai suoi infiniti spunti di cultura e di interesse.
Non trascuriamo infine la “scoperta” e la valorizzazione dei luoghi di ricerca propriamente detti come la biblioteca, l’archivio e il museo ai quali si sono aggiunte le preziose testimonianze verbali e le interviste che hanno arricchito i brani di spunti colti da angolature originali ed irripetibili.
A questi ragazzi inoltre va il merito di aver elaborato, con senso compiuto, un prodotto che possiamo considerare “germoglio artistico”: uno spunto narrativo che potremmo considerare ghiotto per qualsiasi autore.

 

CRED Centro Risorse Educative e Didattiche