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CN - Comune Notizie N° 88 - 2014

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30 maggio 2016 - Costume

Orgoglio e identità culturale della Gallina livornese

Mosaico del I secolo a.C. Burrel Collection  (Pollok Country Park – Glasgow) Mosaico del I secolo a.C. Burrel Collection (Pollok Country Park – Glasgow)

Domenica 5 giugno, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, si terrà il primo convegno “Orgoglio e identità culturale della Gallina Livornese”. L’iniziativa, voluta dalla Pro Loco di Livorno, ha come obbiettivo la divulgazione della biodiversità della razza avicola autoctona denominata “Gallo Livorno”, conosciuta comunemente come “Gallina Livornese”, e delle sue uova, particolarmente proteiche, identificabili per il tuorlo dal giallo molto intenso. Il convegno vedrà la partecipazione della Pro Loco di Livorno, delle società agricole del territorio: FIAV (Federazione Italiana Associazione Avicole), ATA (Associazione Toscana Avicoltori) e FISAR Livorno, oltre al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, che possiede un allevamento per la conservazione genetica della gallina livornese.

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Il pollo convive con l'uomo da migliaia di anni. Nell'antico Egitto l'allevamento del pollo costituiva un affare d’interesse nazionale, mentre per gli antichi greci e romani il gallo era così importante da apparire sul conio di monete, nei mosaici e nelle decorazioni di vasi.
Lo scrittore romano Lucio Giunio Moderato Columella (I secolo d. C.) nel suo trattato “De re rustica” (principale fonte di conoscenza dell'agricoltura romana) descrive dettagliatamente l’allevamento dei polli. Egli mette in rilievo la complessità di questa attività analizzando le tecniche di allevamento, le criticità degli allevatori, i problemi di commercializzazione e i costi di produzione. Columella preferiva i polli autoctoni (un vero e proprio precursore della tutela delle biodiversità) che presentavano caratteristiche simili alla gallina Livorno.

Lo sviluppo delle razze dei polli ha conosciuto un forte impulso nel 1800, che ha portato alla codifica degli standard di oltre 180 razze. Purtroppo questa selezione avvenne prevalentemente all’estero perché in Italia, per inerzia culturale, mancò la spinta allo sviluppo e alla tutela delle razze autoctone.
Agli inizi del 1830 alcune galline livornesi, partendo dal porto di Livorno, furono portate negli Stati Uniti. Lì suscitarono l’attenzione degli allevatori per la loro bellezza e l’elevata produzione di uova, diffondendosi con il nome di Leghorn chicken.
La razza fu accolta con entusiasmo anche in gran Bretagna, tanto che nel 1876 nacque il "Leghorn Club", il primo club di razza avicola nella storia dell'avicoltura.


Monete romane

In seguito gli avicultori fondarono club della gallina livornese un po’ in tutto il mondo operando attivamente per la sua protezione e diffusione. In particolare risulta molto attivo il club olandese (a lato il marchio): organizza convention annuali; pubblica tre volte all’anno una rivista dal titolo “De Livorno” (a scanso d’equivoci d’interpretazione è bene precisare che il “de” è latino e non il “dé” livornese);  gestisce un sito web all'indirizzo www.leghorn.nl con dettagliate informazioni sulla razza; mantiene continue relazioni con altri club della gallina livornese all'estero. L’apprezzamento e la diffusione della gallina livornese nel mondo deriva dal suo rapido accrescimento e rusticità, ma soprattutto dalla elevata produzione di uova (può anche fare 300 uova all’anno).

A cavallo del 1930 i pregi della razza Livorno furono messi a frutto anche in Italia (finalmente!). Il ministero dell’agricoltura dispose la distribuzione di galli Livorno bianchi (detti galli miglioratori) in tutti gli allevamenti rurali d’Italia, allo scopo di migliorare la produzione di uova nelle “figlie” delle galline locali. In pratica i galli Livorno furono inviati ad accoppiarsi con tutte le galline di ogni aia della nazione.
Le informazioni del ministero ci dicono che l’operazione “gallo miglioratore” ebbe pieno successo. L’azione miglioratrice nella produzione di uova delle figlie delle galline locali si era elevata con una media del 51,4 %.

La fama universale del gallo Livorno, ha avuto eco anche nei cartoni animati. La Warner Bros ha creato, nella serie Looney Tunes, il cartone animato del gallo Foghorn Leghorn. Personaggio ripreso recentemente dallo stilita Moschino che ha lanciato una  serie di maglie e magliette riproducendo immagini del gallo Foghorn Leghorn.
Purtroppo, per la già citata inerzia culturale del nostro paese, la razza della gallina Livorno ufficialmente non esisteva in Europa. Infatti, fino a non molti anni fa, nelle gare avicole europee le nostre galline autoctone venivano giudicate con gli standard della Leghorn inglese o della italianer tedesca!!
Grazie all’impegno individuale e alla persistente tenacia del toscano Fabrizio Focardi che, con il sostegno di Geri Giastra presidente del club olandese, è riuscito con determinazione a far riconoscere a livello europeo lo standard italiano della Livorno.


Ugo Cavagnini con il suo gallo Livorno Campione Europeo

Il lavoro e la passione degli allevatori italiani per questa razza “made in Toscana”, che porta in giro per il mondo il nome della nostra città, sono stati coronati da un  ambito trofeo europeo. Arnaldo, un meraviglioso Gallo Livorno dell’allevatore Ugo Cavagnini, nello scorso novembre 2015 ha vinto per l’Italia il premio europeo di bellezza, alla mostra avicola che si tiene ogni tre anni a Metz in Francia. 

 



Giuseppe Chionetti
(Pro Loco Livorno)