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13 febbraio 2017 - Sport

Nel gotha dei surfisti con la Ciucia, la storia di Massimiliano

Massimiliano Mattei durante una gara Massimiliano Mattei durante una gara

Massimiliano Mattei  è stato convocato con la Nazionale italiana per partecipare agli 'Isa World Adaptive Surfing Championship', i Mondiali di adaptive surf in programma a San Diego fino al 3 dicembre prossimo. Obiettivo: migliorare quanto fatto l'anno scorso, quando era volato dall'altra parte dell'oceano pagando tutto da solo, grazie all'aiuto di alcuni sponsor privati, e portando al casa un ottimo settimo posto.
Quella che segue è l'intervista che gli abbiamo fatto appena tornato dalla California, e che riproponiamo perchè la sua storia e la sua passione meritano di essere conosciute e sono un esempio per tutti.

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Il 2016 si è chiuso in bellezza per Massimiliano Mattei, campione della tavola che ai mondiali di adaptive surf della California, a dicembre, ha rappresentato l'Italia portando a casa un ottimo risultato. Una storia bella ma simile a tante altre, se non fosse che l'atleta livornese si trova da anni su una carrozzina a causa di un incidente e che a surfare con lui, sulle onde sulla spiaggia de La Jolla - il gotha dei surfisti di tutto il mondo - c'era anche la mitica "Ciucia". (Intervista di Claudia Mantellassi)

L'amore per il mare ma, soprattutto, l'amore per la vita. Anche quando, magari, ti ha preso a schiaffi.
Parla di questo la storia di Massimiliano Mattei, Max per gli amici, uno dei tre atleti italiani che hanno rappresentato l'Italia ai mondiali che si sono svolti a San Diego, in California, dall'8 all'11 dicembre scorso. Laggiù, sulla bellissima spiaggia de La Jolla, ha sede l'associazione internazionale di surf I.S.A. (International Surf Association) che ogni anno organizza l'evento dedicato a quegli atleti che, come lui, per una serie di vicende personali, devono convivere con diverse tipologie di handicap.

UN PO' DI LIVORNO IN CALIFORNIA. A raccontare questa storia di riscatto e inaudita volontà è direttamente Massimiliano, livornese doc perchè amante del mare e dello sport, e non solo. In California, infatti, ha portato con sé un pezzetto della storia della città, entrando in acqua con una tavola davvero particolare; non solo perchè modificata in modo da poter essere usata da sdraiato (Max ha perso l'uso delle gambe alcuni anni fa in seguito ad un incidente) ma anche perchè aveva impresso su un fianco il profilo di una donna speciale, la cui storia parla della caparbietà e dell'animo generoso dei livornesi: la Ciucia.
"Ho voluto fare un piccolo regalo ad un'amica speciale - spiega - che ci ha molto aiutato a sostenere le spese per il soggiorno in California. E' stata lei a farmi conoscere la storia di questa donna straordinaria. Il suo pensiero mi ha accompagnato per tutto il viaggio, mi è sembrato quasi che fosse lassù a proteggermi e aiutarmi, così ho deciso di portarla con me sulla tavola".

VERSO UN CITTA' A MISURA DI DISABILE. Vivere con un handicap può essere molto provante nel quotidiano, soprattutto perchè non sempre si riescono ad attuare politiche convincenti di integrazione, figuriamoci nello sport. Se le recenti paraolimpiadi di Rio ci hanno fatto guardare con più attenzione agli atleti con disabilità, restano ancora tante (troppe) le barriere, molte delle quali frutto del pregiudizio e dall'ignoranza.
A Livorno però il vento sta cambiando. Nell'ultimo anno ci sono state su questo fronte alcune importanti novità: per la prima volta, ad esempio, è stato  istituito nel bilancio comunale un capitolo ad hoc destinato a contributi a sostegno all'attività paralimpica, inoltre l'accesso agli impianti sportivi comunali per le società che praticano sport per disabili o che comunque hanno al proprio interno un settore riservato ai disabili, è diventato totalmente gratuito. Questo solo per quanto riguarda lo sport.


Massimiliano Mattei

Ma ci sono anche altre importanti iniziative in corso, come ad esempio l'istituzione di un garante per le persone disabili  e l'approvazione di un regolamento per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei pubblici esercizi che, probabilmente, sarà attuato nel corso dell'anno.
"Sono contento che qualcosa si stia muovendo, spero che si riesca a fare sempre di più - è il commento di Max - Le due discipline nelle quali ho rappresentato l'Italia recentemente, la boxe per disabili e l'adaptive surf, non sono ancora discipline paraolimpiche, siamo veri e propri pionieri. Per questo mi auguro vivamente che si riesca a cogliere questa opportunità e a realizzare qualcosa di specifico, in attesa che queste due discipline siano ammesse alle paraolimpiadi".
Ad esempio, che cosa vorresti fare nello specifico?
"Mi piacerebbe realizzare una "surf house", una sorta di ostello accessibile a tutti, con servizi e organizzazione di attività correlate al surf e al mare. Sarebbe la prima in Italia, e farla proprio a Livorno, la città del mare e dello sport sarebbe sicuramente un gran bel segnale".

I PROGETTI IN CORSO.  La vitalità e la forza di Massimiliano spingono sotto la pelle ed escono fuori da ogni poro, in un turbine di energia contagiosa.
E adesso, lo incalziamo, a cosa stai lavorando? "A tante cose. Insieme ad alcuni amici, ad esempio, sono impegnato nella elaborazione di una "wheel advisor", una mappa per aiutare a conoscere negozi, attività commerciali, strutture dove l'accesso ai disabili è permesso. Dopo aver visto San Diego, una città dove nessuno è escluso, dove fatichi perfino a capire chi è disabile e chi no perchè a tutti è data la stessa possibilità di vivere gli spazi della città, calarsi nella nostra realtà è faticoso; le leggi esistono, ma il più delle volte non vengono rispettate. Il risultato è che chi ha un handicap per sopravvivere deve costringersi a fare tutto come un normodotato. Occorrerebbe invece cambiare un pò la filosofia di vita. E' difficile, ma spero che piano piano qualcosa possa accadere".


Max in California a rappresentare l'Italia

I MONDIALI DI CALIFORNIA. La speranza del resto è una delle tante virtù che di certo non mancano a Massimiliano e che lo hanno portato a fare grande il nostro Paese oltreoceano, come ci racconta lui stesso.
"Il team Italia contava oltre che su di me, su Fabio Secci e Fabrizio Passetti. Abbiamo gareggiato nelle due categorie stand e prono no assist, delle sei categorie presenti al campionato. Non ci eravamo mai incontrati prima di questo evento; le gare sono state  l'occasione per conoscerci, confrontarci e per approfondire tanti aspetti di una disciplina sportiva ancora poco conosciuta in Italia. Abbiamo affrontato quest'avventura senza alcun tipo di finanziamento, a esclusione del sostegno offerto dal  CAF e dalla FIS per le  spese relative al viaggio e all'iscrizione, perchè il Surf non è ancora ufficialmente riconosciuto dal CONI.  Abbiamo organizzato la trasferta americana grazie a campagne di crow-founding  e all'organizzazione di vari eventi benefici. Il mio grazie più profondo va a tutte quelle persone, e sono tantissime, che hanno reso possibile la realizzazione di un sogno. Affrontare un viaggio di diecimila chilometri con più scali aereo-portuali senza alcun team di supporto, contando solo sulle proprie forze, ha rappresentato per noi una sfida nella sfida".


Massimiliano Mattei durante il viaggio verso i mondiali di California di dicembre 2016

Una sfida ampiamente vinta, sotto ogni profilo. Il team italiano ha riscosso infatti un ottimo risultato di squadra arrivando a scalare la classifica, dal diciottesimo posto dell’anno precedente al dodicesimo del 2016.  I risultati per singolo sono stati: Massimiliano Mattei 7 su 8, Fabrizio Passetti 17 su 25, Fabio Secci 21 su 25.
Questa è infatti la seconda edizione dei mondiali adaptive surf e con 22 i paesi partecipanti e 75 atleti a rappresentarli, c'è da credere che non sarà nemmeno l'ultima ma che anzi è destinata a crescere sempre più.
I vari Paesi hanno portato insieme ai loro migliori sportivi anche tante testimonianze, idee e  progetti nati in ogni singola nazione per far crescere e sviluppare questo sport.


Massimiliano Mattei

LA REALTA' ITALIANA. E' proprio con questo spirito che Max, insieme ad alcuni amici, ha dato vita l'anno scorso all'associazione sportiva no profit Happy Wheels asd, la prima realtà di surf adaptive in Italia.
"Col progetto "Surf4all" cerchiamo di spingere e motivare le persone alle prese con qualche handicap a cercare di cambiare la propria vita, a cercare di spingersi oltre i propri limiti, riappropriandosi di un qualcosa che pareva perduto. Il mare non ha occhi, il mare non fa distinzioni, il mare accoglie chi lo ama e chi lo vuole affrontare, basta  una tavola e un po' di vento perche questo miracolo si compia. Nel sorriso di chi ce l'ha fatta, in quel grazie sussurrato, nello sguardo felice di chi pensava di non farcela e invece ce l'ha fatta c'è la ricompena più grande per ognuno di noi".
Massimiliano, aiutato da un team di volontari, da gambe alla speranza di chi è pronto a scommettere su se stesso, portando gli adaptive athets a sperimentare le discipline tramite demo session o eventi  specifici.
Il progetto è nato allo stabilimento balneare "Bagno degli Americani" di Tirrenia, in provincia di Pisa, luogo ideale per surfare in sicurezza: la spiaggia degli americani si affaccia infatti su due picchi di onda, con una zona di secca, l'ideale anche per chi deve imparare.

COSA SUCCEDERA'.  Fervono intanto i preparativi per l'estate 2017 in casa Happy Wheels, l'associazione  di cui Massimiliano è presidente, nata per favorire l’integrazione dei disabili e per rendere fruibile il territorio toscano alle persone che si muovono in sedia a rotelle.


Mattei ha rappresentato l'Italia anche nella boxe per disabili (nella foto un allenamento)

In programma un calendario ricco di eventi rivolti a tutti coloro che vogliono vivere la spiaggia, il mare e lo spirito del surf.
"Quello spirito che ho vissuto e trovato in California - preme sottolineare a  Max - Laggiù esiste una vera e propria "surf culture", qualcosa cioè che ti porta a vivere accanto ad altri atleti e ai loro accompagnatori  senza alcun tipo di problema, in un ambiente dove barriere e ostacoli non esistono e c'è solo il connubio col surf".
Il sogno americano realizzato da Massimilinao però è anche un altro. "Ho finalmente potuto coronarne uno che pensavo irrealizzabile,  quello cioè di conoscere da vicino i miei miti. Leggevo di pionieri di questa disciplina come Jessy Bellaouer e Christian Hotter e mi domandavo se un giorno avessi potuto conoscerli. Di colpo mi sono materializzati davanti campioni come Machado, amici come Red Dog, Aitor, Alana. Accanto a loro, grandi persone prima che veri campioni, ho trovato una forza enorme. Poi San Diego. Vivere in una città come quella, in cui ogni cosa esiste in funzione del surf, mi ha spinto a cercare di riprodurre ove possibile questa realtà anche in Italia. E' nato così il progetto alla spiaggia degli americani. Mi piacerebbe diventasse una "piccola California" dove ogni cosa, dal mare, al vento, alle onde, ai volontari Happy Wheels, allo staff dello stabilimento, si impegnano tutti insieme a rendere questo sogno una realtà  fruibile da tutti, senza alcuna barriera".


Max Mattei entra in acqua con la sua tavola speciale

In previsione del riconoscimento del surf come disciplina olimpica, atteso per il 2020, il progetto di Massimiliano prevede la creazione di figure qualificate ad hoc nell'ambito Adaptive, persone cioè che siano in grado di organizzare e gestire eventi sportivi nell'ambito dei quali ogni atleta possa disporre di spiaggia, allenatore, il suo campionato, così come accade in tutti gli altri sport. La strada è lunga, ma non impossibile. Del resto, guardando Max, la frase del grande Walt Disney "Se puoi sognarlo, puoi farlo" suona ovvia come non mai.