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CN - Comune Notizie N° 88 - 2014

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7 giugno 2016 - Eventi

La Terrazza Mascagni, una nuova stagione

Articolo tratto dall'archivio di "CN - COMUNE NOTIZIE" (luglio 1998 n.25)

Poco a sud della città di Livorno, su una formazione rocciosa pressoché pianeggiante a ridosso del mare, almeno dal secolo XVII sorgeva il caposaldo di una serie di torri e fortificazioni costiere percorse quotidianamente da pattuglie di cavalleggeri.

Nel XVII secolo la funzione dei posti armati sulla costa e del pattugliamento dei cavalleggeri è accuratamente individuata da Odoardo Warren che nel suo album Raccolta di piante delle principali città e fortezze del Granducato, completato nel 1749, ricorda compiti non solo militari ma anche di polizia.
La guarnigione dei cavalleggeri era di stanza in un complesso sviluppato da una preesistente torre costiera innalzata nel 1595, come altre nella fascia immediatamente a sud di Livorno, quali la torre dell’Ardenza e quella di Calafuria.
Non è nota la data della costruzione del presidio ma la sua esistenza è documentata nella carta della costa livornese disegnata da Lorenzo Fossi nel 1663. La spianata e il forte dei Cavalleggeri vengono trasferiti dal demanio statale al Comune di Livorno rispettivamente con le leggi  4.135 del 28 dicembre 1867 e 4.443 dell'11 giugno successivo.
La proprietà del Forte dei Cavalleggeri, posto alle soglie della città dopo la formazione della nuova cinta daziaria completata tra il 1835 e il 1842, ormai inutile per le funzioni per le quali era nato soprattutto per merito del deciso perfezionamento delle misure sanitarie e delle innovazioni apportate nelle tecniche di navigazione, costituiva un aggravio per il demanio mentre, per la sua posizione, si rivelava un elemento strategico nell’assetto che veniva delineandosi per la città nel tratto a sud in cui era consentito un suo ampliamento sulla linea del mare.

La terrazza come era

La moda per i bagni di acqua salata si unisce ben presto a quella che era una delle prime passeggiate lungomare formate in Europa, preceduta solo dalla passeggiata di Chiaia a Napoli iniziata nel 1778 e dalla "Promenade des Anglais" di Nizza del 1822. I primi bagni vengono aperti nel 1780. Si tratta degli stabilimenti Baretti, che in seguito assumeranno la denominazione di Cocchi, ubicati in un’insenatura a ridosso della spianata dei Cavalleggeri.
Agli inizi dell’Ottocento Maria Luisa di Borbone fa tagliare una piscina  rettangolare collegata con il mare in uno scoglio affiorante a poca distanza della riva, nell’insenatura sabbiosa detta "del Mulinaccio", immediatamente a ridosso dell’uscita a sud della città e in raccordo con la strada dei Cavalleggeri.
Pochi decenni più tardi, nel 1846, un affermato fisioterapista elbano, il dott. Cerbone Squarci, acquisì questo luogo appartato dandogli impulso commerciale.
Lo "Scoglio della Regina", come verranno chiamati i bagni dello Squarci, nasce quando già si è concretizzata la costruzione della passeggiata lungomare avviata dal 1835.
In quest’area in concomitanza con disastrosi effetti di un’epidemia di colera e sotto la spinta recessiva che di conseguenza aveva colpito le attività portuali si decise l’ampliamento e la rettificazione delle passeggiate per dare lavoro alla numerosa mano d’opera rimasta disoccupata.
Il progetto si proponeva di dare un più comodo accesso ai bagni di mare  e prefigurava la formazione di un delizioso passeggio dal piazzale dei Cavalleggeri fino alla piazza ove esiste la chiesa di S. Jacopo.  Numerosi stabilimenti balneari si erano nel frattempo attestati lungo la costa fino al piazzale della chiesa di S. Jacopo in Acquaviva.

Nel 1840 Sante Palmieri apre i bagni Acquaviva, celebrati nel 1866 da un quadro di Giovanni Fattori. Nello stesso anno degli Squarci (1846) vengono aperti i noti stabilimenti Pancaldi, nel luogo dove in precedenza Leopoldo II di Toscana aveva fatto costruire un bagno caratterizzato dalla presenza di un padiglione in ferro. Nell’Ottocento i Bagni Pancaldi conobbero un periodo di grande notorietà e vennero frequentati da personaggi come Carducci, Pascoli, D ’Annunzio, Civinini per assumere nel 1870, il titolo di "bagni regi" per essere stati frequentati da Amedeo di Savoia.
Dopo l’Unita d’Italia e con la riorganizzazione del sistema doganale e portuale l’Amministrazione comunale avvia la sistemazione del vasto terrazzamento demaniale su cui ancora sorgeva il fabbricato militare dei Cavalleggeri.
La spianata, da rocciosa com’era, era stata livellata nel 1854 dalla Direzione de Lavori Marittimi per le opere necessarie al nuovo porto. Quasi immediatamente dopo l’acquisizione del vasto terreno confinante con il mare, numerosi imprenditori avanzano richieste di concessione.
Tra questi, nell’agosto del 1872, l’imprenditore livornese Mayer offre di realizzare assieme ad una società di prossima costituzione un grande albergo sulla via del Passeggio in prossimità della piazza delle Isole di San Jacopo.
Nel Settembre dello stesso anno cade la proposta dei due avvocati Salvi e Filippi conseguentemente al mancato rinnovo della garanzia prestata dalla Società Generale di Credito Immobiliare e di Costruzione di Roma attraverso la Direzione generale della Banca Italo-Germanica.


Progetto Salvais e Pastore

Vengono fatte anche altre e più consistenti offerte quali quelle portate dalla società Glym, e Emden e Beddal, inglesi, che nella loro istanza dichiarano l’intenzione di realizzare un centro di soggiorno per il ricco turismo internazionale, inglese, americano e tedesco.
La dolcezza del clima di Livorno e l’amenità delle sue coste, probabilmente la presenza di un grande centro portuale e la facilità di comunicazioni via terra con Firenze e Roma, indirizzano rapidamente la scelta che si appunta verso la spianata dei Cavalleggeri, circondata dal mare e dal viale della passeggiata e posta in una zona di prestigio.
Il progetto prevedeva un grandioso albergo dotato di terrazze e giardino privato, in diretta comunicazione con il mare attraverso un tunnel.
Accanto avrebbe dovuto sorgere un Kursaal con teatro, sala concerti, sala da ballo e da conversazione ed ancora un club all'uso londinese. L’istanza viene accolta nella seduta consiliare del Comune del 25 maggio 1873, ma la proposta della società inglese non ebbe seguito nonostante la favorevole accoglienza accordatale.
La Spianata dei Cavalleggeri, non ancora Terrazza Mascagni, diventerà più modestamente, in piena Belle époque, luogo di attrazioni e di divertimenti per i livornesi. Sul finire dell’Ottocento ha già compiutamente preso forma quello che assumerà il nome di "Eden", un affollato parco dei divertimenti in cui convivranno le attrezzature più tipiche del periodo. Nel 1918 i cartoncini catastali di variazione riporteranno la totale scomparsa delle attrezzature che costituivano l’”Eden - Montagne Russe".

Risulterebbe che gran parte della spianata, in quegli anni, fosse impegnata come colonia elioterapica; è tuttavia probabile che già da allora fosse in gestazione un progetto che troverà poi attuazione nel decennio successivo e si concretizzerà nella costruzione di un’ampia terrazza per pubblico passeggio. Un nuovo spazio pubblico verrà realizzato nel 1925-26, per essere poi ampliato e portato a compimento nel 1928, dagli ingegneri Salvais e Pastore.
La Terrazza assume un particolare interesse e si discosta dalla matrice delle più pretenziose architetture di regime. È fondamentalmente un’opera fuori tono rispetto ai suoi tempi, in quanto non riveste toni aulici e celebrativi. Si presenta come un irregolare parterre - percorso in gran parte da basse aiuole prive di alberi di alto fusto - bordato da una passeggiata che segue il profilo lungomare, intervallata da accenni di esedre e da scalinate di profilo barocco, di collegamento con il piano a quota strada.
Il muro di sostegno sul mare e formato di un bozzato in pietra ma, al di là delle numerose balaustre, corrimano, bordi, pavimentazioni e scalini sono in cemento o in graniglia di cemento a imitazione della pietra "panchina", di diffuso impiego nella zona, o del marmo bianco e bardiglio disposto a scacchi, largamente ricorrente nell’architettura degli interni.
Nel 1937, al centro del vasto parterre, viene inaugurato l’Acquario comunale, distrutto nel corso dell’ultimo conflitto e ricostruito nel 1950, intitolato al nome di Diacinto Cestoni.
A partire dal dopoguerra le strutture della Terrazza sono state oggetto di una continua manutenzione per riparare i danni arrecati dal mare, ma già negli anni Ottanta è maturata l’idea di un intervento di restauro integrale.
Nell’estate del 1994 l’Amministrazione comunale ha deciso di realizzare tale intervento interessando non solo la struttura muraria della Terrazza ma anche le aeree verdi retrostanti.
I manufatti sono stati restaurati utilizzando, con tecniche moderne, i materiali originariamente impiegati e scartando l’ipotesi di usare pietre naturali (marmi) più resistenti nel tempo ma che avrebbero modificato la natura della struttura.
Il 10 luglio 1998 la Terrazza è stata restituita all’uso della cittadinanza, ornata da un Gazebo ricostruito secondo il progetto originario. Nell’occasione è stata inaugurata "Musica al Gazebo", una stagione estiva di concerti, con la presenza dei Solisti dell’Orchestra Regionale Toscana.


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BIBLIOGRAFIA

  • Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, Livorno, La Terrazza Mascagni. Relazione Storico Critica a cura di Mario Ferretti, Pisa, 1993.
  • Comune di Livorno, Livorno e il mare. Le acque balneabili nella città di Livorno. Appendice Storica. Livorno, 1995.
  • Comune di Livorno. Restauro della Terrazza Mascagni. Gli elementi del progetto. Livorno, 1995.
  • Comune di Livorno. Restauro della Terrazza Mascagni. Il Gazebo. Livorno, 1995.