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10 agosto 2017 - Scienza e tecnologia

A Livorno l'ombelico e i capelli di Venere

Camminamento, versante Ovest della Fortezza Nuova. Luogo di crescita dell'Ombelico di Venere. (Foto: Paolo Pasquinelli) Camminamento, versante Ovest della Fortezza Nuova. Luogo di crescita dell'Ombelico di Venere. (Foto: Paolo Pasquinelli)

Cosa intendo rappresentare con questo titolo? Ben due Specie botaniche: Umbilicus rupestris (Salisb.) Dandy e Adiantum capillus-veneris L.,1753.
Dopo le osservazioni di un triennio concluse con la pubblicazione del libro "Colline Livornesi. Alcune Biodiversità specifiche" mi sto dedicando alla documentazione di alcune Biodiversità incontrate nei parchi cittadini.

In questo primo approccio è mia intenzione stuzzicare l'interesse del lettore con un titolo fuorviante utile per condurlo ad una lettura di un settore naturalistico, la botanica, che altrimenti avrebbe ignorato.
L'articolo, oltre ad appagare una certa curiosità, intende offrire agli interessati un'opportuna verifica facile da effettuarsi con un paio di "puntuali" escursioni nei parchi cittadini. Se ciò non fosse possibile, ecco allora che una narrazione e qualche immagine potranno sostituire l'auspicata visione diretta campale.
Bene. La prima delle due Specie è chiamata comunemente "Ombelico di Venere". L'ho trovata inserita sia in un camminamento murario della Fortezza Nuova (foto 1 e 2), sia in una cornice pietrosa di un'aiuola a Villa Mimbelli (foto 3).
A supporto di quanto argomentato ritengo opportuno presentare alcune immagini della pianticella fotografata nel suo habitat naturale.

 


1. Ombelico di Venere. Particolare della foglia che ricorda la forma di un ombelico. Fortezza Nuova (LI).(Foto: Paolo Pasquinelli)

In entrambi i casi gli esemplari sono adesi alla matrice di roccia calcarea o di muro a secco.
L'osservazione migliore da farsi è  durante la prima metà di Aprile, quando è facile trovarla fiorita e in fase di fruttificazione.


2. Umbilicus rupestris (Salisb.) Dandy. Accrescimenti di esemplari raggruppati. Fortezza Nuova. (Foto: Paolo Pasquinelli)

Ma vengo al perché si chiama Umbilicus. Il nome latino ben si adatta alla forma di questa pianticella erbacea perenne le cui foglie basali, carnose e rotondeggianti con incavo centrale rimandano, appunto, alla forma di un ombelico.
Tradizione popolare l'ha poi opportunamente associata alla dea Venere.
La seconda parte binomiale "rupestris" deriva dal latino rupes, (rupe, parete rocciosa) che si riferisce all'ambiente dove normalmente si sviluppa.

 


3. Ombelico di Venere a Villa Mimbelli. Esemplare in fioritura. (Foto: Paolo Pasquinelli)

Infine, giusto per dare un'idea della classificazione botanica, questa pianticella è così inserita: Ordine-Saxifragales. Famiglia-Crassulaceae. Genere-Umbilicus, Specie-Umbilicus rupestris.

 

 

 


4. Adiantum capillus-veneris L.,1753. Villa Henderson. Grotta artificiale. Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. (Foto: Paolo Pasquinelli)

L'altro aspetto riferito ai "Capelli di Venere" è dovuto da una felce apprezzata oltre che dai botanici anche da noti letterati quali Cesare Pavese e Gabriele D'Annunzio che l'hanno inserita nei loro libri e versi lirici. Si tratta di Adiantum capillus-veneris L.,1753 che ho trovato e fotografato in due Ville livornesi situate in pieno centro: Villa Henderson e Villa Mimbelli (Foto 4,5,6).
A vederla, questa felce, vien voglia di accarezzarne le fronde, leggere e delicate come i capelli di una donna. Ecco dunque a buona ragione il secondo del binomiale associato a Venere: "capillus-veneris".
Mi piace ricordare, ogni volta che parlo di questa felce, dell'uso che ne veniva fatto qualche decennio fa allorché si univa alle orchidee nel bouquet delle spose il giorno del loro matrimonio.
 


5. Adiantum capillus-veneris. Habitat artificiale. Grotta nel Giardino di Villa Henderson. (Foto: Paolo Pasquinelli)

Un secondo ritrovamento del capelvenere è avvenuto a Villa Mimbelli vicino alla vasca delle tartarughe, luogo umido e che ben si presta allo sviluppo di questa felce.
Rispetto alla grotta descritta precedentemente questa postazione è più esposta alla luce ed alla frequentazione umana. In tale contesto la pianta mostra sofferenza in alcune parti della pigmentazione della clorofilla.
In ogni modo, a due passi dal mare, sia a Villa Mimbelli che alla Fortezza Nuova, sembra che Venere abbia trovato alloggio….

Rimane da dire che Adiantum deriva dal greco "adìantos" a significare asciutto, ovvero che non si bagna. Infatti se si spruzza dell'acqua sulle fronde, questa scivola via.
Dal punto di vista della classificazione botanica la felce è così inserita: Ordine-Pteridales, Famiglia-Adiantaceae, Genere Adiantum, Specie Adiantum capillus-veneris.

 


6. Adiantum capillus-veneris. Bordo dela vasca artificiale a Villa Mimbelli. (Foto: Paolo Pasquinelli)

Nella sua morfologia il Capelvenere mostra, tra gli altri aspetti, un rachide nero, quindi anche l'accostamento nero-verde è cromaticamente eccellente.
Come ultima nota tassonomica il capelvenere è collocato: Ordine-Pteridales. Famiglia-Adiantaceae. Genere-Adiantum. Specie-A.capillus veneris.

Per concludere, certamente Venere, almeno nominativamente, risiede a Livorno (...così come in altre città, suppongo).
Avere l'ombellico e il capello di Venere dentro due parchi cittadini frequentati da molte persone è un'opportunità che permetterebbe di organizzare una ricerca simile ad una caccia al tesoro, naturalmente... seguendo le indicazioni di questo semplice articolo.

Paolo Pasquinelli
(biologo)


(www.paolopasquinelli.it)