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CN - Comune Notizie N° 88 - 2014

Si apre con un articolo di Gilda Vigoni dedicato alla Casa natale di


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4 aprile 2014 - Scoprire Livorno

Piazza della Repubblica

"Piazza della Repubblica" (Foto di: Antonio De Marco - Concorso Fotografico Caproni 2012)

L’architetto Luigi Bettarini (Portoferraio 1790 - Firenze 1 850) dopo il progetto d’ingrandimento della città ebbe modo di eseguire piazza della Repubblica.
Lunga circa 240 metri e larga, nel suo punto più ampio, 90, lo spazio che è racchiuso tra gli edifici ottocenteschi che concludono la via Grande è in realtà un grande ponte. In questa grande piazza - ponte convergono, con direzionalità diverse, alcune delle principali strade della città: via Garibaldi (la vecchia via Provinciale Pisana), via Grande  e le vie di circonvallazione dei fossi prodottesi con l’inurbanesimo degli spalti dopo la liberalizzazione concessa dalla legge del 1776.
L'irregolarità degli edifici che limitano i lati dello spazio-piazza non turba I’ariosa compostezza dell’insieme ma anzi crea movimento alla prospettiva dei due affacci rappresentati dalla scarpa della Fortezza Nuova e la facciata retrostante degli edifici di piazza XX Settembre.

 La piazza del Voltone, tanto vilipesa dal Vivoli, sorse dalla rettifica del Fosso reale al quale vennero tagliati le due false brache meridionali, in coerenza con la versione ottocentesca, più ampia e meno movimentata della sequenza volumetrica dei fossi, reinterpretando lo spazio della piazza d’arme medievale. Integrata  in quel grande progetto che crea il piano di ristrutturazione ed ampliamento del centro di Luigi Cambray Digny e del Bettarini, la piazza fu premonitrice del desiderio di ampiezza che Livorno aveva avuto da tempo e che si realizzò con Piazza Cavour, Piazza delle Repubblica, Piazza San Marco, nate dall'abbattimento di tre porte della città (Casone, Porta a Pisa, Porta San Marco).

Il primo progetto della piazza che ho potuto rintracciare, risale al 1835 e porta la firma di L. Bettarini; presso l’archivio di Stato di Firenze esistono due disegni non datati riguardanti le piante del voltone:  l’uno eseguito dal Chietti,  l'altro dal Bettarini, ingegnere il primo, architetto il secondo. La soluzione Bettariniana prevedeva la costruzione di uno slargo presso la facciata del cisternino e la necessità di lasciare quanto più integro possibile il tessuto edilizio a monte della piazza, esistente dalla fine del Settecento del quale già la costruzione di un così imponente monumento faceva scomparire una buona parte della città. Il cantiere, caldeggiato dal Poccianti, fu allestito direttamente dal Bettarini, che ne diresse i lavori anche se il Poccianti non mancò di essere spesso presente con la tutta la sua autorità. È probabile che fu su suggerimento di quest’ultimo che nel 1840, i lavori per la costruzione del cisternone vennero sospesi dalla Deputazione degli Acquedotti.

Dopo svariate e tormentate vicende burocratiche e personali tra i due architetti, Poccianti e Bettarini, la piazza vide la conclusione dei lavori, con la copertura della grande volta, nell'estate del 1845, a cui poi seguì la costruzione dei marciapiedi lungo i fabbricati laterali e la lastricatura della piazza. Il fatto più importante è però rappresentato dalla collocazione sui basamenti in marmo di due statue ciclopiche, alte circa otto metri. Esse raffigurano una Ferdinando III, il cui autore è lo scultore Francesco Pozzi, l’altra raffigura Leopoldo II opera dello scultore livornese Paolo Emilio Demi. Le statue commissionate ai due artisti nel 1842, vennero inaugurate distintamente, quella di Ferdinando l'8 settembre 1847  e quella di Leopoldo  fu innalzata il 6 giugno 1848. Quest’ultima, poco tempo dopo essere stata montata sul suo piedistallo, venne danneggiata dal popolo livornese che vedeva in essa il rappresentante dell'oppressione austriaca. La statua danneggiata dopo aver giaciuto per quasi un secolo nel vecchio arsenale delle Galere in via degli scali della Darsena, venne collocata su un nuovo piedistallo nella attuale piazza XX settembre nel 1858 e ancor oggi qui si trova.

Oggi è questa uno dei nodi urbanistici più importanti della città di Livorno, e questo non soltanto perché qui vi convergono molte delle strade più importanti del centro cittadino ma anche perché su di essa si affacciano due mondi completamente diversi.  A ponente la città mercantile una volta racchiusa dalle mura cinquecentesche e a levante il sobborgo ottocentesco nato dall'iniziativa della nuova imprenditoria livornese.

Scheda tratta da "Livorno Storia di Ville e Palazzi" a cura di Riccardo Ciolli (Ospedaletto-Pisa 1994)