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"...Secondo la maggior parte delle persone abbaiare è fare rumore con la bocca. Niente di più fasullo".Prendete un cane felice (un border collie di 6 anni), mettetegli accanto un padrone premuroso che lui chiama affettuosamente “capo” ma che considera, a tutti gli effetti, il suo “babbo umano” e un manipolo di altri interpreti umani e animali, gatti compresi, più o meno felici .
Facciamo anche che questo cane - amante di prati e ruscelli che gli ricordano quella terra di confine tra Scozia e Inghilterra da cui prende il nome, che non ha mai visto ma che porta da sempre dentro al cuore - sia dotato di arguzia, spirito di osservazione e, soprattutto, dell’uso straordinario della parola.
Nascono così i trenta racconti di “Diario di un cane felice” di Giovanni Neri, sottotitolo “Il mio padrone è un supereroe” libro, piccolo e di piacevole lettura, edito da Vittoria Iguazu editora e dedicato dall’autore “A quei pochi che furono uomini e donne, e che un giorno si ritroveranno lupi, a correre felici in una foresta del Canada”.
Trenta storie divertenti, ma anche educative, raccontate in prima persona dal protagonista Aragorn, come il principe dei raminghi del nord e re di Gondor del Signore degli Anelli, che attraverso le sue vicissitudini quotidiane ci porta a conoscenza dell’universo canino, facendoci scoprire qualcosa di più della relazione tra uomo e animale.
Per il nostro border collie (facile affezionarsi a lui fin dalle prime pagine) ogni momento della giornata è un’avventura: l’appuntamento con il veterinario, la visita alla “mamma umana” in ufficio, la pappa, la caccia ai topi, la convivenza con i gatti.
Situazioni anche buffe, nate però in un contesto molto serio. L’autore Giovanni Neri, giornalista livornese (nella sua carriera ha seguito come inviato grandi fatti di cronaca) ha cominciato infatti a scriverlo mentre si trovava in Afghanistan, dove ha partecipato a numerose missioni in qualità di ufficiale della Riserva Selezionata dell’Esercito, come anche in Libano e in Kosovo. Mentre altri giornalisti-ufficiali approntavano memoriali lui ha deciso di mettere insieme una serie di pensieri canini, per chi i cani li ama e per chi in fondo non li conosce poi del tutto perché il cane, come ci ricorda nella prefazione “non è un figlio, né un giocattolo, ma solo un cane. Semplicemente il miglior amico dell’uomo da qualche migliaio di anni”.
Divertenti le illustrazioni di Fabio Leonardi. Divertenti (ed educativi) i consigli e il post scriptum delle ultime pagine.
A proposito, Aragorn ci fa sapere che se i cani rincorrono i gatti, una ragione dovrà pure esserci.
C.M.