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Una prostituta in strada (Fonte wikipedia - Foto di Kay Chernush for the U.S. State Department)Nella vita reale, come la definisce lei, è un “medico anestesista”. Per il resto, Tiziana De Felice dipinge da oltre venti anni (con numerose collettive e personali in tutta Italia e buoni riconoscimenti di critica e pubblico) e, più in generale, vive un intenso dialogo con l’arte in tutte le sue manifestazioni: pittura ma anche musica, scrittura, teatro, poesia. Qui proponiamo una selezione di suoi componimenti, con alcuni dei quali ha partecipato con successo anche a concorsi dedicati.
Ciglio di strada
Sipario!
Ciuffi d’erba invecchiata
polvere e stanchezza.
In scena. Si replica.
Medea, Elettra, Demetra
oppure Svetlana, Irina, Dolores..
Che importa il nome.
Miti, figure, ombre, donne o solo carne
Ambrata, lucida, pallida.
Carne da mangiare, stringere, spezzare.
sfinita da mille mani.
Grembi indifferenti per cuori di legno.
L’Importante è che siano spettatori paganti.
Biglietto signori!
***
Crazy
Quante volte vi incontro
su, alla svolta del “Basaglia”.
Ombre traballanti
insicure e schive.
Perse in un pensiero
più umano
mai ovvio
mai scontato.
Non c’è retorica
né violenza
nel vostro dire e fare.
Se c’è quel Dio
che cerchiamo
voi lo conoscete già.
Molto più di noi
***
Violenza
Non c’era sole quel giorno ma le ombre, lunghe e bastarde, quelle sì.
Confuse, intricate come serpi, cattive, ballavano un sabba crudele sul mio cuore.
Non c’era neanche vento ma,
un uragano feroce strappò i fiori dai capelli e dall’erba.
Non pioveva, ma le mie mani erano bagnate di lacrime inutili.
Era un tempo, un tempo da lupi, di lupi feroci,
senza Dio, senza madre che consola,
solo di mani, rapaci e sporche.
***
Dagli occhi delle donne
Cristalline.
Torbide e salmastre, fugaci e timide.
Irriverenti, sfacciate, copiose, frettolose, feroci,
inutili, rabbiose, disperate, sapide, querule, meste
infinite… le lacrime delle donne.
Prezioso dono fugace.
Intrisero i secoli.
Bagnarono troni e altari.
Salirono al cielo.
Nessuno ad asciugarle
Tornarono giù
sconsolate…
e per non sentirsi inutili
si fecero
pioggia.