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CN - Comune Notizie N°82 - 2013

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Il monumento sepolcrale di otto vittime degli Austriaci nel Cimitero della Cigna

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è nata un’iniziativa chiamata “Adotta un monumento”, su proposta della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Toscana, dalle Prefetture competenti e associazioni e privati per il recupero e la valorizzazione del patrimonio artistico cittadino legato al Risorgimento.
Ed è proprio ad uno dei numerosi monumenti presi in considerazione dall’iniziativa che è dedicato il volume “Monumento sepolcrale di otto vittime degli Austriaci nel Cimitero della Cigna”, curato da Laura Dinelli; un lavoro completo e dettagliato intorno al restauro dell'opera scultorea che, come ricorda nella sua rappresentazione il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, pone "un tassello importante nel mosaico della memoria storica della città".
Il monumento sepolcrale, realizzato da Lorenzo Gori nel 1881, ricorda la tragedia avvenuta nel maggio 1849, quando gli austriaci entrarono a Livorno, dove si lottava contro la restaurazione monarchica, e fecero fuoco all'interno delle mura della città.

Il volume si sviluppa in 5 sezioni: la prima a cura di Fabio Bertini, si concentra sulle vicende storiche del 1849, con le fucilazioni dei livornesi da parte dei soldati austriaci, e del 1879, quando a Livorno venne spostata l'urna contenente le ossa delle otto vittime e perciò fu organizzato un corteo al quale parteciparono moltissime associazioni; nella seconda parte, Vincenzo Farinella mette in luce il collegamento dell'opera di Giovanni Fattori "Gli Eccidi di Livorno" ("I congiurati" o "Congiura di patriotti toscani") con le fucilazione del 1849; a seguire, Laura Dinelli descrive in maniera approfondita le vicende legate al "Monumento sepolcrale di otto vittime degli Austriaci durante la difesa di Livorno del 1849", sottolineando il sentito bisogno dei cittadini di farlo erigere a 30 anni dalle vicende storiche rappresentate e della vita di Lorenzo Gori, l'artista che lo ha realizzato.
Interessanti anche le parti in cui Loredana Brancaccio ricorda l’edificazione dei cimiteri, la posizione nella città, la struttura, e i regolamenti.
A chiudere il volume,  la relazione scientifica del restauro di Sandra Rocca Rey, che ne ha seguito da vicino le varie tappe, in cui è spiegato lo stato di conservazione del monumento, gli interventi effettuati e i prodotti utilizzati per il restauro.

Il libro raccoglie anche alcune crude testimonianze di fatti di Giovanni Fattori e del pittore Auguste Raffet, che in quei giorni seguivano da vicino le vicende.
Scrive in proposito Fattori: "Entrarono [gli Austriaci] da porta S. Marco e da porta maremmana e da porta fiorentina dove fu più accanita la resistenza. Quando furono entrati si accamparono per bivaccare in piazza Grande (ora Vittorio Emanuele) di faccia al Duomo. Erano tranquilli e riposavano [...]. Quando si sentì una grande detonazione di fucileria, cessò un momento e dopo riprese, e dalle finestre si vide un fuggi fuggi di cittadini e soldati. Ecco cosa fu: alcuni eroi - mi par giusto così chiamarli, perchè la storia non si è degnata di ricordarli - capitanati da un prete che non ricordo il nome, entrarono in duomo. Parte salirono sul campanile e parte in chiesa. Quando gli austriaci bivaccavano, dal campanile e dalla precipitosa apertura della porta del duomo fecero foco, e fu talmente improvviso che destò una confusione e carneficina a un tempo... Ma i poveri eroi erano troppo pochi - furono tutti fucilati...".

Il restauro, avvenuto grazie al Soroptimist Intenational Club di Livorno e al lavoro di Sandra Rocca Rey, riporta in vita un monumento simbolo del sacrificio avvenuto per l'amor di patria, della libertà e dell'Unità d'Italia del 1861.

Gianna Fiori